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La nuova sede di III Millennium vuole essere l’inizio di un nuovo progetto di comunicazione, e la neo-nata struttura racchiude in sé questa filosofia.
Un’architettura lineare, essenziale nelle forme, dialoga in modo armonico con l’ambiente esterno.
La creatività, motore trainante di nuovi stili di comunicazione, pervade l’interno, a partire dal volume dell’ingresso che si sviluppa in altezza, dove la luce si diffonde da spazi inattesi come i nastri di led che, inseriti ai lati delle scale, delineano un percorso luminoso sospeso.
Le fibre ottiche sparse sul pavimento, a variazione cromatica, sono la primaria sorgente luminosa, e sono uno degli elementi destinati a non rendere troppo monocromo e monotono l'ambiente, soprattutto per chi deve passarci l'intera giornata.
Un piccolo giardino roccioso coperto dal vetro e illuminato anch'esso a variazione cromatica è un elemento aggiunto per rafforzare questo scopo.
Il lungo corridoio porta alla sala posa, illuminato di blu, come "camera di decompressione", sempre creando con la riflessione l'illusione non solo di un lunghissimo e misterioso corridoio ma anche di un ipotetico secondo piano.
Le mezze sfere sospese nel soffitto a specchi si trasformano in sfere sospese nel vuoto senza fili.
Proiezioni e illusioni ottiche, date anche dall’installazione video incastonata in un gioco di specchi, l’effetto infinito creato dalla curvatura della parete di ingresso pongono lo spettatore in una posizione di incertezza, invitandolo ad una visione critica degli spazi.
Tante le soluzioni innovative nell’arredamento, gli uffici al piano superiore sono organizzati secondo logica open space, ampie scrivanie dislocate in modo strategico consentono una facile circolazione, di persone e pensieri, la libreria, fondamentale per la ricerca e la consultazione é sempre a disposizione con testi di moda, arredamento, grafica.
La luce entra dappertutto filtrata dalle molte finestre che oltre a rendere più leggera la struttura dell’edificio sono altamente funzionali perché rivestite da una pellicola oscurante in grado di filtrare la luce del sole, evitando quindi un eccessivo riscaldamento delle zone di lavoro. Lo studio dell’illuminazione é stato meticolosamente seguito per ogni ambiente con particolare attenzione per l’uomo, infatti le continue variazioni cromatiche caratterizzano luoghi mai statici, contribuendo così a creare un clima armonioso, non stressante.
Qui anche i bagni sono una sorpresa, la luce blu elettrico nascosta da un pannello sotto il soffitto si diffonde in modo equilibrato, permettendo all'ambiente, assieme all'arrotondamento degli spigoli, di essere tanto grande quanto può averne bisogno la tua fantasia.
Molti i progetti frutto della ricerca pratica di questo "laboratorio", che si sviluppano costantemente, come la futura fontana "fotografica" o/e la fontana stroboscopica illuminata appunto da stroboscopi che ne deformano la visione, il pavimento a variazione cromatica e interamente illuminato con i laser, o il lampadario sospeso nell'illusione ottica dell'infinito, e molti altre ricerche che affidano alla luce e all'illusione la loro riuscita
Il lavandino poi, ricavato da un tronco di pino, è inusuale ma funzionale.
La sala posa Day Light utilizzata per le riprese digitali e video in massima qualità, vive di luce propria grazie alla presenza di ampie vetrate. Anche la terrazza di 400 metri che sovrasta l’edificio è progettata per riprese video oltre ad essere un luogo dove riorganizzare le idee e trovare ispirazione camminando lungo i ballatoi in legno disposti attorno.
La vitalità dell’edificio emerge dai magazzini sottostanti con un ampia sala di posa, creando così, una sintesi perfetta di efficienza e trasformabilità dove invenzione, perfetta tenuta degli ambienti e progettazione accompagnano lo staff in continuo movimento.
Il design, vivo e creativo, percorre l’intero studio, stimola lo stare insieme, snoda pensieri e parole. Geometrie agili e leggere raccontano giornalmente una realtà di persone che ha bisogno di spazio per esprimere il cambiamento. |
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