Le cose lente sono le più belle. Bisogna sapere aspettare.




loader
x
Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.
img

Falper, uno stile plastico e contemporaneo fatto di attenzione ai dettagli

13-04-2018

Per me non esiste mai uno standard, infatti nella mia professione seguo con la maggior attenzione possibile tre componenti primarie:

1 La storia e la costituzione dell’azienda.

2 Le proiezioni future delle persone che operano al marketing e vendita.

3 Non mi allontano mai dai contenuti di design dei prodotti.

 

In pratica non sono uno “scrittore” indipendente, ma piuttosto sono uno scrivano al servizio dell’azienda, la mia fotografia artistica e di ricerca la gioco per me, e naturalmente il linguaggio fotografico lo attingo da questa.

Non ho limiti nel raccontare ogni tipo di prodotto, dal design alla cosmetica alla moda, ma non sono assolutamente in grado di lavorare con le anonime aziende figlie delle multinazionali e parenti stretti, voglio vere personalità davanti a me, aziende con proprietari. Perché? Perché i proprietari sono profondamente diversi tra loro, a volte amministratori straordinari che non si occupano del lato estetico, a volte commerciali potenti che hanno input di massima, a volte sono designer o coordinatori di designer; questo mi permette una differenziazione che non annoia mai, che mi stimola sempre. Prendo esempio da questo ultimo aspetto per spiegare meglio la forma di contributo in questo sistema collaborativo che qualche punto di domanda lo pone.

 

L’azienda Falper è Luca Fallavena, energico manager che si prende una “pausa” dando un giusto grande peso all’immagine, che sarà la sua immagine per un intero anno. Dirige e coordina una serie di importanti designer così come dirige e coordina le sue immagini, dove ideazione e progetto dipendono totalmente dal suo modo di vedere, modulando di anno in anno diversi approcci, sempre alla ricerca di un eccellenza che rifletta la sua attenzione per quello che produce e propone. Non sono poche le volte in cui mi viene chiesto “Ma la creatività è tua?”, domanda spesso posta in senso affermativo che sottolinea la non paternità di un lavoro. Parzialmente vero, ma in questi casi hai la paternità della riuscita del lavoro, quello che viene proposto è una bozza, lo sviluppo di una bozza è una variabile e di una variabilità drammatica in grado di valorizzare ma anche di distruggere un idea, senza considerare che il risultato di un lavoro è e resta un gioco di squadra. Certo, i meriti sono ben posti sul regista che non sei tu, ma un regista che si rispetti affida la paternità di un lavoro al suo intero staff non certo per diplomazia, ma perché sa che davvero la riuscita dipende da tutti.

 

Essere sempre creativi per me non è possibile, a volte lo sei a volte sei un montatore a volte un cavallo pazzo ma sempre e solo alternando il tuo modo di essere hai la possibilità di crescere.

Una serie di immagini sviluppate con Luca Fallavena come Art Director e con Katrin Zavka come stylist, in vent’anni raccontano una storia e, nonostante siano dotate di differente linguaggio, non modificano uno stile plastico e contemporaneo fatto di attenzione ai dettagli e qualità, di realtà progettata.

 

Falper

 

Falper

 

Falper

 

Falper

 

Falper