Aspettare è ancora un'occupazione. È non aspettare niente che è terribile.
(Cesare Pavese)



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Un piatto ad hoc

31-07-2017

Perdonatemi l'irriverenza di questa immagine, ma ne ho le tasche piene del popolo che urla “all'invasione”, di partiti in cerca di consenso che furoreggiano l'ignoranza, usando un’assurda divisione davanti ad un problema di difficilissima risoluzione, un problema che avrebbe bisogno di lucida analisi e massima unità. 
Non sono un esperto di immigrazione, ma sono abituato a guardare prima di fotografare, a capire e collegare. 

E cosa vedo? Vedo un piatto preparato per essere consumato, un barcone caricato con abilità, composto da persone a cui hanno raccontato che una volta sbarcati, prenderanno 30€ al giorno, vestire, mangiare, e accompagnati verso i paesi ospitanti per avere un comodo lavoro e fare la vita che si vede nei telefilm. 
Non si aspettano certo il calvario senza fine che aspetta ai più, ma poi ci sono anche i già espulsi più volte dal nostro Paese, qualcuno che cerca facile fortuna. 
Poi vengono messe un po’ di donne, se sono incinte meglio, un pizzico di bambini di 5/6 anni sono perfetti se trovatelli (ma potrebbe essere anche peggio), loro non hanno ancora una coscienza capace di testimoniare, sono uno scudo corazzato (quale occidentale,”talebani” a parte, respingerebbe un barcone di delinquenti anche con un solo unico bambino a bordo?). 
E se ogni tanto il “piatto” va a fondo? Meglio! Sarà più apprezzato il prossimo. 

È così che lungo la costa libica i mercanti di uomini preparano i preziosi carichi della miseria. È così che con una semplice app di un cellulare (lo so per testimonianza diretta) i mercanti di uomini sanno quando la barca dei soccorsi è a 12 miglia, pronta al soccorso, non si deve più attraversare e si lancia il carico. 
Finisce così, tra le urla ignoranti dei “NO IMMIGRATI” e il ricupero delle navi umanitarie. 
La soluzione? Difficile sì, ma certo è che non può essere questa la strada. 
Finiamola di urlare contro gli immigranti. 
Impariamo a distinguere quelli che necessitano di rifugio e quelli che vengono a lavorare, da quelli che vengono portando con sé violenza e malavita. 
Ma il primo impedimento ad una soluzione sta scritto su quelle stupide magliette “NO IMMIGRATI”, utopiche perdenti distorte idiozie! 

Nel frattempo, le ONG e i suoi volontari diventano in-volontari collaboratori del sanguinoso traffico. Non di rado nella storia, il volontariato umanitario ha portato frutti positivi, anzi, e molto spesso viene usato dai violenti con sarcastica freddezza.
Ci vogliono tecnici capaci e preparati, decisi e coordinati, dei volontari se ne parla poi. Il mio cardiochirurgo dice “il medico clemente fa la piaga puzzolente". Doveva arrivare Macron per applicare gli hotspot direttamente sulle coste Libiche per evitare la follia dei delinquenti che controllano il traffico e le nostre navi che vanno a prendere i malcapitati se sopravvissuti a 12 miglia dalla cosata libica? 
Non sono un esperto, guardo e cerco di capire. Da fotografo vedo le facce, osservo i tragitti, ascolto le storie non scritte per lucro e speculazione o luoghi comuni così tanto cari a molti nostri politici.