Le cose lente sono le più belle. Bisogna sapere aspettare.




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La Maggioranza Silenziosa

24-07-2017

Barcamenandomi su Facebook trovo una roboante scritta: “BASTA CON IL BUONISMO!” 
Mi colpisce particolarmente, perché è scritta da una persona che non mi ha pagato un lavoro, normali farabutti giacca e cravatta impuniti di questi tempi. 
Ma certo, il buonismo è: non respingere i barconi! Non è: punire i truffatori. Allora diventano gli immigrati il vero problema dell’Italia!
Immigrati… o meglio immigrate (il 52% sono donne), rumene per la maggiore, certo badanti per uno Stato che non concepisce i servizi; loro sono la maggioranza: il 22% dell’immigrazione. 
Al secondo posto gli albanesi il 9,3%; poi i marocchini (storici) circa l'8,7%; i cinesi (instancabili lavoratori) 5,4%. Seguono altri immigrati dal Nord, ma i più vistosi vengono dal Sud: sono quelli che in maniera (mediatica) spettacolare, ad alto rischio, attraversano il Mediterraneo… o ci tentano. 
Ma chi parla di quella maggioranza silenziosa che si grava di lavori che gli italiani non vogliono più fare? Dalle pesanti raccolte, alle concerie, ai più umili e mal retribuiti lavori? …oppure, oppure siamo disposti a pagare ad un valore equo i pomodori (e non farci stracciare il loro prezzo a qualche centesimo) perché raccolti da mani italiane? 
Personalmente ritengo l'immigrazione un fenomeno ostile non meno di quello che lo ritiene un emigrante, ma non mi stancherò mai di ripetere la mia utopia: l’embargo sulle armi ai paesi caldi e vedrete che l'immigrazione in tre anni si azzera!!! 
La mia nostalgia per quando giravo e incontravo le meravigliose diversità etniche è grande (anni ’70). Chissà mai se potrà essere restaurato il Mondo… 

Ma torniamo, tra le urla selvagge in cerca del consenso (e dei voti) dei deboli. 
Racconterò una storia, che è la storia della vera maggioranza degli immigrati, di quelli silenziosi che sono in cerca di sopravvivere a Paesi ostili. 
Una storia di immigrati in un territorio dove, senza questi, gli allevamenti avrebbero già chiuso. Una storia qualsiasi, di…, immigrato, umile lavoratore, silenzioso come i più, che mi mostra il suo lavoro, le sue speranze, i suoi affetti lontani 10.000 chilometri, il suo sorriso pacifico e io… 
Io mi vergogno di appartenere ad un’etnia smaccatamente benestante, che fonda il suo benessere sulle discariche tossiche di elettronica e sulle guerre del petrolio, del litio e dei diamanti. Guerre che sovrastano interi Paesi e finanziano i mostri, i Signori della Guerra, di quella guerra da cui si fugge a costo della vita, fatta di padri, madri, figli, fratelli, amici uccisi selvaggiamente con le armi, quelle così importanti per il nostro PIL.