Aspettare è ancora un'occupazione. È non aspettare niente che è terribile.
(Cesare Pavese)



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Il brutto, il bello e il cattivo

11-07-2017

Bellezza è armonia dei suoni, bellezza è eleganza delle forme, bellezza è il profumo dei fiori, è varietà dei colori, è piacere nei sapori: i nostri sensi la sanno riconoscere. 
Forse non abbiamo idea di quanto sia utile la bellezza e non abbiamo idea di quanto sia pericolosa la bruttezza. Spesso nel fare lavori anche di carattere strettamente tecnico, non avendo sufficienti cognizioni per superare un problema (ad esempio la portata di un supporto) mi concentro sul rapporto estetico. E funziona! 
Non è una mia invenzione: dai tempi di Euclide e Pitagora avevano già scoperto lo stretto legame tra estetica e matematica poi rivelata in numeri da Fibonacci. Le basi per la proporzione aurea, ad esempio, oggi usata (sommariamente) dalle griglie nei display delle fotocamere per aiutare il fotografo in una migliore inquadratura, banale se si pensa che questa matematica regola l'intero universo. 
Ho trattato spesso questo argomento, ma la domanda che mi pongo oggi è: perché mai il mondo contemporaneo, pieno di ricchezza e mezzi per raggiungere ogni possibilità, non tiene più conto della bellezza oggettiva, inseguendo solo quella soggettiva e narcisistica ben espressa dai contemporanei “ritratti selfie” (ne fareste mai un quadro da appendere?!) e dal POTERE di poter realizzare? 
Perché mai la gente deturpa i preziosi paesaggi italiani colorando in maniera oggettivamente stridente le proprie case? Perché mai edifici disarmonici sorgono incontrastati? E ancora, perché mai si nutre di sapori alla segatura in nome di una presunta alimentazione salutare, come se la bellezza (bontà per il senso del gusto) non fosse essa stessa salute? 
La nostra psiche lo sa e ci avverte con segnali più o meno forti, che vanno dalle diffuse allergie ai più temuti tumori. 
Ci si creda o no ma ogni cosa è legata in questo universo e la bellezza È l'universo e tutto ciò che esiste in esso senza il nostro intervento. 

Guardo il mio territorio, che la natura ci ha regalato splendido e armonioso, seviziato da edifici e colori assurdi. Non mi sento di fotografare i falsi parziali squarci rimasti e spacciarlo per la favolosa “Lessinia” dei calendari. 
Nelle foto, un esempio di scempio autorizzato, lo sviluppo di uno dei più devastanti edifici della Lessinia in costruzione e in bella mostra, opera del “Forno Bonomi”. 
Ma non viene il sospetto a questi signori che l'associazione tra brutto e cattivo possa esporre i prodotti al negativo? 
La gente dice “sì, è brutto, ma dà lavoro al territorio e va lasciato stare”...! Perché? Un edificio bello crea forse disoccupati? Un territorio curato respinge forse il turismo, unica vera risorsa del futuro? 
La costruzione costerebbe anche molto meno, basterebbe non fare un vanitoso sfarzo di potenza. Ma questo è solo un irritante esempio, potrei andare avanti all'infinito purtroppo.
La bellezza non è vanità, ma un bene prezioso che può guarire i tumori, regalare la gioia di vivere, restituire un mondo migliore. 
Sforziamoci di cambiare rotta rinunciando al “a me mi piace così”!


La bellezza della natura non viene deturpata, i colori e gli elementi naturali integrano nel paesaggio senza sforzo le forme, per quanto grandi siano.


Sovvenzioni e finanziamenti dalla portata devastante hanno contribuito a questo: un impianto di coltivazioni di “fragole di montagna”, dove persino la terra arriva dalla pianura. 
Tutte le Alpi sono infestate da queste estese costruzioni!


Leggi farraginose impediscono di raggruppare le numerose antenne che sovrastano il paese. 


Veduta dello stabilimento in costruzione del Forno Bonomi nel bel mezzo della natura, ma non è l’unico purtroppo...


Questo è ciò che resta di un magnifico paesino di montagna. 
Edifici, forme e colori ad alto impatto ambientale hanno cancellato ogni traccia della sua antica bellezza.