Non stancarti mai di aspettare perchè il giorno più bello della tua vita può arrivare domani.
(Romano Battaglia)



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Siamo tutti unici: uno solo è unico e mai solo

06-06-2017

Usare le immagini come linguaggio è una pratica normale, professionale. Creare una fotografia, una grande foto di successo, invece, è cosa rara, è Arte
Facciamo il paragone con la musica: tutti vorrebbero raggiungere le vette dell’hit parade, ma in quanti ci riescono? È (quasi) casuale e privilegio di pochi. 
Oggi, però, la tecnologia avanza e i nuovi software fanno cose indicibili. Esistono siti sofisticati, ancora più innovativi dei programmi di supporto alla scrittura come StorYBook, Kiwix e FocusWriter, che permettono di scegliere la storia, i nomi dei protagonisti e creare un libro di 400 pagine. 
È così che Philip Parker ha scritto 85.000 libri, un numero in costante aggiornamento visto che mantiene la media di 50 libri al giorno
È così per la musica, ormai per gran parte non è più opera umana. 
Ed è così anche per la fotografia: tra inquadrature consigliate, filtri e colori ad hoc, creare una foto che va a vincere un concorso è un attimo. 
Volete trionfare ad un concorso fotografico? Vi do io l’algoritmo vincente! Verificate la giuria, controllate che non venga sostituita, esaminate le foto finaliste degli anni precedenti, capite se la giuria ama piani ravvicinati, foto cariche o deserti scolorati, e aggiustate il tiro con qualche furbata. Mediocrità lucente! 

Ma il punto è che se un giorno la robotizzazione arriverà a comporre quel brano destinato al successo mondiale e se inventerà la fotografia che tutti capiranno, si varcherà una soglia di non ritorno e il mondo non apparterrà più agli uomini! 
Non so come e perché succederà! Forse saremo diventati troppo stupidi e illusi, confondendo app e intelligenza propria, o forse nei robot nascerà un’anima vera. Ma sicuramente, quando succederà, il mondo non sarà più degli uomini. 
Non serviranno più gli informatici quando verrà scritta la madre di tutti gli algoritmi, l’algoritmo che sa scrivere algoritmi. 

Noi, quando eravamo giovani e ribelli, rifiutavamo la cultura nozionistica, non ci interessavano le nozioni in sé, volevamo capire la dinamica delle cose. 
Chi avrebbe immaginato, poi, che la gente si sarebbe arrogata il diritto del Sapere, saltando ogni formazione e in possesso solamente di un groviglio infinito di nozioni estratte da un cellulare, concentrati come scimmie che spidocchiano i propri simili (salvo il fatto che le scimmie, diversamente da noi, sono in evoluzione). 
Chi avrebbe immaginato che le menti illuminate che hanno sempre trascinato il Mondo sarebbero state messe in disparte e confuse in una massa informe di “Cultura Wikipedia”, al pari dello sterminato numero di “straordinarie” immagini. 
Il mondo avanza solo per i Grandi Uomini, i grandi gruppi di uomini, i Grandi Artisti che nella loro esistenza sanno dare vita ad una, due, tre opere veramente straordinarie e mai viste. Non sto parlando della “Fiera delle Trovate” stile Biennale di Venezia. 
L’Arte come la Scienza è qualcosa che viaggia molto al di sopra, che include conoscenza, capacità, concentrazione, sostegno di gruppo e che deve incontrare i tempi e la fortuna così com'è la nostra vita.



Perdonate la pessima qualità della foto fatta con il cellulare, 
ma sono in viaggio e non ho modo di sviluppare la vera foto scattata con la macchina fotografica. 
Ho scattato questa fotografia per catturare le stupende luci del nord, 
che mi regalano costantemente paesaggi e visioni meravigliose, stuzzicando i miei pensieri. 
Questa foto dice: “Siamo tutti unici, uno solo è unico e mai solo”