Aspettare è ancora un'occupazione. È non aspettare niente che è terribile.
(Cesare Pavese)



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La meraviglia del mio lavoro, forse non la racconto abbastanza…

20-12-2016

Amo la creazione manuale, plasmare la materia e creare con le proprie mani. Per questo amo anche quelle realtà artigiane intrise di passione e amore per il bello. Marmo, legno, vetro, ferro: passerei le giornate in questi laboratori di grande tradizione italiana. In Giappone, in occasione di uno shooting nell’Università delle arti di Osaka, ho incontrato molti maestri italiani chiamati ad insegnare tecniche e stili, noi non lo valutiamo ma è un patrimonio unico e grande tutto da sostenere. 
Caporali è una realtà nel cuore dell’Italia, ha sede in Toscana, lavora il ferro battuto e, particolarità, “soffiato”, così chiamato per la sua delicatezza. La produzione è totalmente contemporanea, ma non abbandona la cultura toscana, la reinterpreta in mille invenzioni. Resta della tradizione, la lenta lavorazione che attribuisce non solo uno spirito - che la lavorazione industriale non potrà mai dare - ma anche un’energia avvolgente alle creazioni. 

In mezzo a così tanta poesia, le mie foto sono invece interpretazioni di un ambiente duro, cartavetrato, a raccontare il profumo del ferro e i suoni metallici che scandiscono la creazione delle opere. Fino a quando faremo vivere questi laboratori artigiani? 
Spero davvero che la corsa all’eccesso dei consumi rallenti e che questi straordinari laboratori possano ritrovare lo spazio perduto, altrimenti perderemo le matrici dell’arte italiana.


1. Nel retrobottega, una foto del gruppo, con le loro tute, i loro strumenti e con il loro orgoglio. 



2. Il retrobottega racconta gli oggetti recuperati o destinati a una nuova vita, un quadro di per sé.



3. Una fotografia del ferro “soffiato” che mostra come il fuoco si fermi preciso sui dettagli che raccontano questa delicata lavorazione.



4. In un angolo di laboratorio il sole scolpisce una sedia ancora grezza, la sua modernità è frutto della tradizione che sta nel fondo.



5. Il lavoro al maglio, dove il colpo è segnato dalle scintille, l’attenzione sul ferro rovente accompagnato dalla concentrazione dell’artigiano.



6. Il martello vibra con un’impercettibile mosso un moderato colpo, dolcemente, per ottenere la giusta curva.