Aspettare è ancora un'occupazione. È non aspettare niente che è terribile.
(Cesare Pavese)



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La meraviglia del mio lavoro, forse non la racconto abbastanza…

08-11-2016

Non tutti i luoghi di lavoro possono godere di macchinari, operatori, edifici con architettura. In questo caso si tratta di un magazzino che importa dal mondo e vende a negozi: Ambroso. Per questa attività serve un capannone e un sistema di stoccaggio. La qualità sta sulla scelta dei prodotti e sulla capacità di sfrondare l’immenso mercato mondiale. 
Quindi avevo a disposizione un capannone sterminato con tante scatole di prodotti, ma con ogni corridoio uguale a se stesso. Per questo nella monografia ho fatto entrare i colori, i mille che offrono, le fantasie, ogni cosa è possibile. Ho composto con facilità immagini still life che raccontano di prodotti infiniti. Strappando gli oggetti al magazzino, ho raccontato delle storie fotografiche che poi la sequenza e la composizione grafica avrebbe avuto la libertà di reinterpretare per offrire al cliente la bozza delle mille possibilità. 


L’immagine destinata alla copertina racconta di un “rapimento” dei fiori, resi vivi dalla presenza di una figura nascosta e leggera. 
L’elaborazione tende a rendere la foto più aerea.


Accenno ai colori in questa foto still-life astratta che mostra composizioni rubate agli scaffali.


Una panoramica di un corridoio che corre verso l’infinito. 
La ripresa grandangolare ne esaspera la dimensione. 


La visione di “una città” di cui non si vede la fine. 
Questo è il racconto oggettivo del magazzino.


L’immagine didascalica di un cliente al carrello intento nel fare acquisti. 


Nel vicino fiume, all’imbrunire, osserviamo uno dei pezzi forti, candele e candelabri, mentre illuminano il fiume.


Fantasia di oggetti dove l’assistente si fa modello. 
La porta di un garage diventa lo sfondo naturale che esalta un’improbabile collana. 


Gioco verticale di candele e ironia di una “elegante” cena senza freni composta in un’immagine provocatoria.


Oggetti ritrovati. 
Il lucente, sempre lucente, vetro affascina di più su vecchi fondi andati. 


L’istantanea di un tratto dello showroom, dove gli articoli vengono esposti in una “vetrina” interna che stimola il cliente ad effettuare le scelte.