Se non ci metterà troppo, l'aspetterò tutta la vita.
(Oscar Wilde)



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La meraviglia del mio lavoro, forse non la racconto abbastanza…

11-10-2016

Raccontare capacità e servizio di un’azienda, non passa solo attraverso le monografie. Spesso un’occasione straordinaria, è già un buon motivo di racconto. È il caso di Woodbeton, un’azienda di Brescia del settore edile che costruisce edifici in legno e che, con l'assegnazione del bando C.A.S.E., si aggiudicò l'appalto nel dopo terremoto dell'Aquila. 
Se il loro intervento eccezionale ha avuto una cattiva radice nel terremoto, ne ha avuto una buona nel portare la ricostruzione. 
L'azienda mi propose di fare un depliant sul lavoro di ricostruzione. Depliant? Noi vediamo oltre e vogliamo farne un documento pubblico, che consideri anche gli aspetti sociali e diventi di più largo interesse. Gli proponiamo una pubblicazione con una casa editrice, l'azienda è perplessa, ma alla fine accetta e nasce “PLATFORM 3.17”. 
Credo che ormai nessun lavoro possa essere valutato solo da un punto di vista tecnico, ma che vada integrato nel panorama più ampio umano e sociale. Così, dividiamo il lavoro in un racconto fotografico e di testimonianze raccolte all'Aquila, in mezzo alle tendopoli. Poi entriamo nel vivo dell'idea di ricostruzione, mostrando i progetti, documentando il cantiere, mostrando, passo dopo passo, il formidabile sistema costruttivo che progrediva sotto lo sguardo del mio obbiettivo ad una velocità incredibile. In un solo giorno ho visto crescere tre piani di condominio, per offrire alle altre lavorazioni (elettrica, idraulica, etc) spazi razionali e organizzati: tutti i fori alle pareti erano predisposti per una facile installazione e il lavoro era davvero rapido ed efficace. 
La velocità, la logistica, il livello di isolamento, la sicurezza antisismica e la complessiva semplicità di costruzione mi hanno personalmente convito che l'edilizia tradizionale non aveva più senso di esistere. 
Il libro si chiude con le testimonianze dei nuovi abitanti. 
Non ricordo i tempi di fabbricazione, ma si è trattato di qualche mese di lavoro. Pubblicato da Editrice Abitare Segesta, questo lavoro ha aperto a Woodbeton ogni porta di progetto a sfondo sociale. Di certo non passava inosservato, offrendo all'azienda uno strumento di indubbio valore. Laddove la concorrenza si presentava con un depliant più o meno decente, di fronte ad uno strumento così chiaro ed esplicito qualsiasi committente o commissione veniva messa in seria difficoltà. 
È e resta fatto curioso che aziende del settore edile, abituate a trattare cifre colossali, non investano praticamente nulla nell'informare il prezioso committente, obbligato ad investire la somma più impegnativa della propria vita per la propria abitazione.



La copertina di "Platform 3.17 - L'Aquila: la Casa Ritrovata" 


Una pagina di "Platform 3.17 - L'Aquila: la Casa Ritrovata" 


Un ritratto espressivo che racconta dolore, difficoltà e speranza.


Lo squarcio nel centro dell’Aquila coglie l’attimo in cui il terremoto ha strappato la vita quotidiana per lasciare le macerie del nulla.


Il cielo incombente aiuta a raccontare la precarietà della tendopoli. 


Sempre eroe per me il lavoratore che affronta fatiche e pericolo. 
Centrale è la sua figura, sottolineata dalla fune di sicurezza in armonica visione con l’alta gru alle spalle. 


La ripresa a rasosuolo racconta la grande dimensione della parete che sta per essere installata ed immersa nel suo progetto. 


La parete sollevata nel cielo azzurro del panorama montano. 
All’interno del racconto, quest’immagine è una nota di speranza che si concretizza. 


La costruzione di un solaio, nel mentre in cui l’enorme lastrone sollevato sta per essere posizionato, profuma di cosa buona in armonico contrasto con il colore freddo del cielo. 


Il duro lavoro sotto il sole cocente e di nuovo la mia interpretazione di supereroe che riemerge con questa ripresa bassa e parziale della dura espressione del soggetto. 


La costruzione al suo sorgere sulla piattaforma antisismica. 


L’interno di una tenda, dove umanità e dignità non cambiano dopo aver perso tutto.


Angela ci ha travolto con il suo racconto, con la sua umanità, con il suo sorriso.