Non stancarti mai di aspettare perchè il giorno più bello della tua vita può arrivare domani.
(Romano Battaglia)



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La meraviglia del mio lavoro, forse non la racconto abbastanza…

27-09-2016

Un’altra monografia che ho realizzato con soddisfazione è quella per EAS, un’azienda leader del settore elettronica, anche questa diretta dal suo creatore, Giorgio Geronazzo, titolare davvero ingegnoso. 
A tal proposito, vi racconto un aneddoto. Giorgio, mio coetaneo, faceva i primi esperimenti per produrre le schede elettroniche nel suo garage ed io, parallelamente, creavo la mia camera oscura. Sto parlando nientemeno che del 1973, un anno prima che oltreoceano Steve Jobs (anche lui nell’ombra del suo garage) fondasse la Apple. Non ridete, io ci ho riflettuto e sono arrivato a convincermi che se Steve fosse nato in Italia e noi in California, chissà dove saremmo oggi! In Italia siamo eroi contro uno Stato che ci fa una guerra quotidiana (ma lasciamo perdere…). 
Per iniziare la vendita del suo nuovo prodotto aveva bisogno di mostrare la lavorazione e io realizzai delle fotografie in bianco e nero con modesta attrezzatura e grandissima passione, sviluppando tutto in camera oscura. Con quelle foto infilate in una busta di acetato, diede la caccia ai suoi primi clienti. 
Un pezzo di storia che racconto volentieri! A distanza di oltre 40 anni, Giorgio mi ha affidato il racconto della sua realtà, oggi davvero lucente così come la espongo con le mie fotografie e il mio video.


Per il video, ho creato un “supereroe” che  introduce nell’area produttiva. 
Spesso creo eroi del lavoro, una realtà che dà un forte contributo e giusta valenza anche alle maestranze, vero valore delle aziende. Questa volta il supereroe è ben più visibile.
Le foto sono bianche perché la pulizia è sovrana, il lavoro di precisione passa attraverso gli occhi di chi lavora, il clima è operoso, le prospettive profonde ne esaltano la dimensione.



Un primo piano della nostra “supereroe” durante le riprese video. Lo scatto è poi diventato l’interno di copertina per legare cartaceo e video. 


Una operatrice dedita al lavoro con occhi attenti che scrutano dettagli ravvicinati: la tensione si legge nella pelle e nello sfocato tutto attorno.


Le finestre che guardano il verde offrono un respiro importante, ma le numerose operatrici presenti non perdono la concentrazione immerse in un ordine e una pulizia medicale. 


Una macchina particolarmente importante per la lavorazione e una mano che la governa: sullo sfondo, la presenza di altre persone continua il racconto di una attività intensa.


Anche se fa parte di un preciso capitolo (i livelli di controllo del prodotto), questa fotografia lascia vedere una dimensione infinita dello stabilimento, che mette in soggezione qualsiasi industriale. 
Per realizzare questo tipo di ripresa, creo una forte prospettiva appoggiato dal grandangolo e generalmente “tappo” le linee prospettiche  prima che finiscano. In questo caso non è servito “tappare”, perché il gioco di riflessi sui vetri in fondo offriva naturalmente quest’effetto strabiliante. 


Ecco raffigurato l’esterno dell’azienda. Se si sfrutta “l’ora d’oro”, tutto diventa leggenda, i difetti si sopiscono, interno ed esterno convivono in perfetta armonia, mentre il blu continua sempre a guardare lontano.


Anche negli uffici ho trovato squarci che davano sul verde. Attraverso i divisori, racconto la presenza di vari “strati” di uffici. 
Il fuoco preciso e la centralità va all’operatore con le cuffie, simbolo di indiscutibile efficienza.