Non è importante quanto aspetti, ma chi aspetti!
(Tony Curtis)



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La meraviglia del mio lavoro, forse non la racconto abbastanza...

13-09-2016

In primavera ho avuto la fortunata opportunità di conoscere un imprenditore, vero e inventore eclettico che ha saputo trasformare l'officina paterna in una vera azienda: Marco Laurini di Laurini Officine Meccaniche. Uno di quegli imprenditori che hanno costruito l'economia e l'immagine di una sbalorditiva Italia produttrice di eccellenze, stelle di una galassia che ha saputo splendere più di altre potenti e grandi galassie (stelle poi tristemente in gran parte risucchiate e spente dai buchi neri delle multinazionali grazie al complesso contributo di una classe politica inqualificabile...). Marco intuisce che noi potremmo essere il partner adatto per qualificare l'immagine dell'azienda, che non risulta all'altezza del prodotto. 
Succede a tutti i produttori di concentrarsi sul prodotto, spendere cifre iperboliche per macchine dedicate alla lavorazione e alla velocità di produzione, e poi esaurire il budget che permette di raccontare che cos'è l'azienda. A volte, dimenticano perfino che il prodotto va mostrato, venduto. Si chiama Passione Sconsiderata, un male "sfavorevole" di cui soffro anch'io... Nella somma della mia vita professionale, non ho speso in pubblicità quello che ho speso per una sola delle innumerevoli macchine fotografiche che possiedo (e non sono certo gli strumenti più costosi del mio lavoro)!
Ai miei clienti, dico sempre che l'economia di un'azienda oggi è metà produzione e metà immagine! Marco Laurini vede oltre e ci crede e ci affida il lavoro, che noi affrontiamo con entusiasmo. 
Voglio raccontare tutto e al meglio di questa realtà. L'ho fatto in una monografia di 100 pagine, in cui raccontiamo il territorio, il lavoro e le presone. 
La realtà poi ci avvince, ci conquista e proseguiamo con immagini interattive che diventano video-interviste se osservate con lo smartphone. Come studio FutureSmart poi, abbiamo sviluppato il sito www.laurini.com ed una app per smartphone, coordinando l'intera immagine aziendale in maniera agile, con tecniche fruibili e sicure. 
Per dare un'infarinata di questo lavoro, con la gentile autorizzazione dell'azienda, allego qualche foto, ma tornerò più avanti a raccontarvi nello specifico come una macchina si racconta con emozione, lavoro e tecnica, a raccontarvi quello che facciamo e in quanti lavoriamo dietro le quinte nel costruire fotografie che raccontano. 

Questa foto è costruita per dare il senso di una dimensione importante, quindi presa dal basso a raso suolo. 
Una prospettiva dinamica, vissuta attraverso una corsa che va al futuro verso grandi spazi di conquista. 
Il camion blu, oltre che armonizzare il giallo della macchina, è un mezzo di trasporto verso il futuro. 
Il deserto che lascia alle spalle dice che lavora in tutto il mondo. 
La polvere che solleva racconta il peso materiali impegnativi con cui è costruita una macchina che sgretola la roccia. 


La macchina, ripresa sotto il livello del suolo, è sollevata verso il cielo disegnato e profondo, è appoggiata su solide rocce di cui non ha timore, è potente agile e sovrasta.


Il grande motore Carterpiller: quadrato, squadrato e razionale. 
L'ho ritratto in posizione assolutamente centrale, perché centrale è il lavoro degli operatori. 
Essenziale, preciso, cauto, è immerso nel ferro giallo, colore aziendale, perché nei larghi spazi aziendali racconta capacità, esattezza ed attenzione. 


Molti punti luce e molte persone che lavorano per costruire il senso di un lavoro di team. 
Il fumo serve a dare il senso di un ambiente intriso di lavoro; il buio di colore freddo intorno esalta profondità e forza.  


Il saldatore all’opera. 
La saldatura è una lavorazione molto fotogenica, in questa immagine il punto luce della saldatura occupa, come una stella, il punto centrale dell’immagine, lasciando un’officina che funge da cornice. 
Importante è anche il tubo aspiratore che mostra un lavoro fatto in sicurezza. 


La violenta sabbiatura del ferro (ci è costata una lampada). 
Una fase “sporca” e dura della lavorazione, come in altre foto ho mantenuto e raccontato questa atmosfera per raccontare la fatica. 
È così che fatica, tecnologia, precisione, attenzione, buonumore e gioco di squadra sono raccontate parola su parola per tutta la monografia.