Le cose lente sono le più belle. Bisogna sapere aspettare.




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Body&Soul: anteprima delle immagini della mia prossima mostra

06-09-2016

Immaginare di animare la fotografia, di non lasciare solo alla profondità l'idea che lo sguardo avvolga il mio racconto, il nudo troppo percorso, troppo esausto e proprio per questo spesso incapace di raccontare la propria anima, una sfida, arrivare a vestire il corpo con la sua anima attraverso il compimento, o meglio performance della ripresa fotografica, riesumando una tecnica che ho comunemente usato nella mia vita professionale a volte per completamento a volte come sorgente primaria, definita “pennellate di luce”. Tecnica dove la luce è priva di ombre-direzione-sorgente dove tutto è possibile, ma lavorando con un corpo in movimento il gesto si fa Zen e scopre quindi il movimento espressivo dello spirito di quel momento-storia della vita che è irripetibile, nessun ripensamento sulla trasparenza dei bianchi e nessuno sulla profondità dei neri, il tratto luminoso deve essere deciso, a volte supportato dal vuoto come espressione del silenzio. Le riprese per me rappresentano possibili soluzioni etiche ed estetiche che possono rivelarsi inaspettate oltrepassando lo statico e fissando il mondo fluttuante sui sensori. Io chiedo alla modella dei gesti, convincimento, interpretazione, come il risveglio dal sonno o semplicemente un cammino, tutto avviene nel buio, la mia sola luce accompagna degli attimi, se la modella rivelerà la sua anima e io vivrò il momento la fusione sarà capace di scrivere con la luce l'invisibile anima che avvolge il corpo, sfidando il racconto fotografico più affascinante, irrequieto, diffuso e difficile.  






Nella foto: scatti tratti dalla serie "Body&Soul"