Le cose lente sono le più belle. Bisogna sapere aspettare.




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#Traveltelling 01 - Nella valigia di un fotografo ci sta il cuore

14-06-2016

....non c’è distanza né tempo che mi separi da una meta, da quando spicco il volo , treno nave o auto che sia, il viaggio mi racconterà una nuova poesia del mondo, si riaccenderà  la mia quotidianità, che, soffocata dalle assuefazioni, tende inevitabilmente a smorzarsi.
Viaggiare? Sempre! Magari! Ma una porta si apre in genere d'estate, e sono molti che infilano il passaggio con l' entusiasmo di una nuova esplorazione, non serve nemmeno andar lontano, serve uscire dalle proprie abitudini per godere di nuove visioni per godere di una maniera diversa nell'osservare quello che circonda la nostra vita, spesso tristemente dimenticata, questo è viaggiare. Il viaggio è una rinascita, un risveglio, una iniezione di vita.....la vita, mi viene alla mente un ricordo, non posso ora non raccontarvi una  troppo breve sintesi di questa esperienza vissuta: ero amico di una coppia, giovani, eravamo giovani, lei ormai condannata a morte senza appello da un tumore, ma lui, innamorato pazzo di lei, superando la sua enorme disperazione, ha voluto che prima di morire potesse godere di un viaggio intorno al mondo, creò un gran debito (ma tutti noi coetanei li abbiamo aiutati come potevamo) per la sua folle e favolosa idea così male accolta da medici e contrastata duramente da genitori e parenti, ma eravamo indomiti, ribelli, idealisti e un po’ figli dei fiori in quegli anni, e loro, forti di questo, non si fecero limitare, intrapresero un lungo viaggio che per lei sarebbe stato senza ritorno. Tino, mi confidò che sarebbero forse tornati se non avessero trovato un posto speciale da cui osservare sereni il tramonto. Contro ogni ragionevole previsione avvenne l'imprevedibile, lei sfuggì alla presa mortale del tumore, miracolo? No, aveva sconfitto la causa del suo male, il suo vero male era aver dimenticato se stessa, la se stessa poi ritrovata in viaggio! Tornarono dopo più di un anno se ben ricordo, pieni di debiti e felicità, una lezione di vita indelebile per chi ha vissuto questa bellissima storia “A lieto fine”. Il viaggio ti può salvare la vita, anche quando non ti accorgi che la stai perdendo o l'hai già persa. E scusatemi  l'inevitabile distrazione che meritava ben di più di un semplice riepilogo, si perché il mio iniziale intento era semplicemente quello di suggerire cosa portare con se per stampare nella memoria il vostro viaggio.
Ora devo riassumerlo, mi manca lo spazio della vostra attenzione già turbato e saturato dalle mie improvvise memorie, lo affronterò nel prossimo post, intanto preparate il bagaglio (quello culturale) tutto quello che farete dipenderà da quello che fino ad oggi ci avete messo dentro, ma riempitelo ancora di: curiosità, voglia di vedere, scoprire, assaporare, respirare, conoscere, tenete aperta una tasca per le emozioni forti e una per i rischi, anche rischiare salva la vita, obbiettivi, cavalletti, applicazioni e diavolerie varie servono tutte ma vengono dopo, e se non avete nulla da raccontare la macchina fotografica non vi servirà a nulla.