Le cose lente sono le più belle. Bisogna sapere aspettare.




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Siamo uomini o caporali?

24-05-2016

Totò, nel famoso film con Paolo Stoppa, esprimeva in questa frase tutto un mondo che ci vive costantemente addosso. Ma chi è il caporale? E che ruolo ha nel mio lavoro da fotografo? Fotografia e stile di vita... lifestyle si dice, il legame è forte i racconti paralleli, così nel lavoro abbiamo i caporali. Anche dentro di noi, abbiamo una piccola percentuale di caporale che mano a mano che diventa più importante sempre meno la riconosciamo,  tanto è che ora potrei parlare con un vero caporale e questo non si riconoscerebbe nemmeno un po’ nel racconto che vado ad iniziare, questo è un vero caporale! Cercherò comunque di essere chiaro. L'origine del caporale: veniva promossa caporale quella minoranza umana fastidiosa che ama comandare, senza levatura, senza carisma, senza intelligenza, ma con molta naturale arroganza e crudeltà capaci di sfruttare e umiliare altri esseri umani senza nessun disagio.  
Come diceva Totò, per fortuna sono una minoranza, sono una minoranza che tuttavia incrociamo spesso nella vita, nel lavoro. Sono assoldati (ma a volte diventano piccoli imprenditori) per esprimere quella parte di cattiveria che ad aziende prive del carattere, della capacità di essere leader è indispensabile. Il fenomeno del caporalato del sud ne è un fulgido, estremo esempio. Il “caporale” (a volte più dolcemente chiamato “ragioniere”) nel nostro lavoro ce lo ritroviamo spesso davanti, ci intralcia con la sua scarsa intelligenza. 
La fotografia è una somma di incalcolabili equilibri, tanto incalcolabili che solo l'istinto, il talento naturale è in grado di assemblare, non esiste ancora un calcolatore che è in grado di fare questo! E qui interviene il nostro caporale con le sue due regole imparate chissà dove, e ci disturba, le regole in fotografia disturbano, raccontano un passato che vogliamo e dobbiamo costantemente  saper superare, eccolo lì il caporale, con la sua autorità, arroganza, rumoroso cane da guardia a cui non interessa il risultato, ma far sentire al sicuro il padrone.

Un metodo per disfarsene c'è, per fortuna il caporale è molto stupido. Si lancia lontano l'osso e il cane non resiste. A volte creo deliberatamente difetti dedicati al caporale di turno, questi ha la capacità di distinguere una sola cosa per volta al massimo due tra i milioni di elementi che compongono una fotografia, quindi il gioco è semplice, se ha fissato la sua attenzione sulla regola (esempio) che “le linee vanno parallele”, fatevi trovare di tanto in tanto in “errore”, ne trarrà grande soddisfazione e vi lascerà in pace per il resto, troppo intento a raccontare in giro la sua bravura nell'aver insegnato ad un fotografo cosa di così grande importanza (!) così che voi possiate comunque prendervi il tempo di non fare un lavoro bieco, ma con parallele perfette.

Imprenditori, non fatevi fregare, la vostra impresa può essere più importante dei soldi, se capite questo e siete d'accordo caporali non ve ne servono, sono solo un danno, se invece sono i soldi ad interessare la vostra breve esistenza effettivamente meglio farsi circondare da cani da guardia.

“L'umanità io l'ho divisa in due categorie di persone: uomini e caporali.
La categoria degli uomini è la maggioranza, quella dei caporali per fortuna è la minoranza.” Totò Esposito