Le cose lente sono le più belle. Bisogna sapere aspettare.




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Fotografia&design10: e ora parliamo di render...

06-05-2016

Sono nati molti studi che si sono specializzati in questo tipo di immagine e che, per qualche tempo, hanno continuato ad evolversi. 
Oggi sembrano aver capito tutti che non basta il povero “renderista”  lasciato solo davanti ad uno schermo. Per aver un buon render serve un buon progetto (architetto), un buon fotografo (luci e inquadratura), una buona stylist (oggetti materiali e decorazione), un bravo “renderista” in grado di avere la capacità di collaborare e sintetizzare  il lavoro di tutti. 
Perché tutte queste persone? Esattamente le persone che hanno sempre realizzato le fotografie non una di più né una di meno, perché sfido chiunque nello stare davanti ad un monitor  con un programma di modellazione o “renderizzazione” e mantenere sintesi e capacità creative.
Il render ha l'indubbio vantaggio di non dover costruire i mobili, in genere prototipi, e di poter offrire un arredamento potenzialmente completo, anche se questo avviene più raramente. La potenzialità per avere un lavoro perfetto c'è tutta e anche di più, è solo l'operatore che mostra limiti. Per avere un render perfetto ci vuole molto tempo di lavorazione e quindi il budget impiegato è impegnativo, ma c'è anche da dire che l'industria del “costa meno” lo usa come demolitore di costi creando uno standard basso di qualità e prezzo, uniformando le riprese che vengono vendute con minime variazioni a più aziende che della similitudine ne fanno un pregio, fino a non temere il confronto del prezzo con aziende cinesi o indiane.
Inutile dire che questa tipologia di immagini la metto come ultima opzione.
Noi fotografi siamo stati i più resistenti ad adottare questa tecnica, tuttavia credo siamo anche quelli che la sanno sfruttare meglio, per noi inquadrature e luci sono da sempre elemento di studio.
Oggi non esiste fotografo di arredamento che non sia in grado di produrre un render. Quello che mi fa specie è che si continui in piccoli set invece di spaziare nelle infinite possibilità del virtuale...




Nelle foto: alcuni render realizzati per il catalogo di Mazzali