Aspettare è ancora un'occupazione. È non aspettare niente che è terribile.
(Cesare Pavese)



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Fotografia&Design8: sala di posa e fotografie di arredo

29-04-2016

È da molto che le sale di posa sono uscite dal sistema produttivo che le rendevano convenienti. Fino a 5 anni fa erano dotate di mezzi e uomini che rendevano possibile una costruzione economica di un allestimento, vale a dire che il costo medio si aggirava sul migliaio di euro per chi lo personalizzava, ma anche di 200-300 euro per chi in un allestimento già pronto distribuiva meglio i costi. 
Se si pensa che, per un allestimento fieristico simile, il prezzo è decuplicabile e che, oggi come oggi, il lavoro di sala posa è scemato per la maggior presenza di render, si capisce bene perché il sistema ha smesso di essere funzionale. 
Come usiamo la sala di posa oggi? Forzatamente, per renderla economicamente accessibile, creiamo ambienti base, allestimenti semplici o accennati, che poi andiamo a completare con render o vere location. In pratica, tutto il resto diventa “virtuale”. 
Il vantaggio della sala posa è che si ha una possibilità maggiore di controllo delle luci, ma con il render diminuisce enormemente il lavoro di assemblaggio soprattutto per maggiori mezzi che consentono sistemi di scontorno più rapido, e, generalmente è più facile l'appoggio a terra virtuale dei prodotti. 
Anche dal punto di vista della presenza dell'oggetto il gioco è meno complicato. 
Questo tipo di fotografia, dal punto di vista della qualità del risultato, la metterei seconda solo alla fotografia in location.


Nelle foto: l'immagine realizzata per Inda


Nelle foto: l'immagine realizzata per Bertelè