Aspettare è ancora un'occupazione. È non aspettare niente che è terribile.
(Cesare Pavese)



loader
x
Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.
img

Ho sempre avuto un sogno

22-04-2016

Ho sempre avuto un sogno che probabilmente non realizzerò mai, troppo costoso: quello di realizzare un “museo” 2D e creare sensazioni impossibili all'incauto avventore, dove sguardo, tatto, gravità e suoni entrano in conflitto fino a farti ripensare la tua normalità, dove la ragione diventa instabile e vertiginosa crescendo passo dopo passo. 

L'altro giorno Massimiliano e Doriana Fuksas mi hanno chiesto di visitare il grande centro congressi di Roma all'EUR. Accompagnato da Doriana e armato di macchina fotografica, ho affrontato il cantiere ormai alla fine e in grande anteprima ho percorso tutta la struttura, l'incredibile struttura.
Io sono stato la vittima resa instabile da prospettive che fanno perdere l'orizzonte. Sono entrato in quel “museo” che ho sognato, non certo simile al mio progetto, ma sicuramente molto vicino alle sensazioni di instabilità e modifica del peso, come delle prospettive, che avrei voluto creare. Una colossale opera che sarà presto finita e che invito tutti a visitare.

La nuvola forse non vola, sorretta da imponenti travi di acciaio, ma chi ci cammina all'interno sente di galleggiare precario in uno scenario fantascientifico proprio come se camminasse all'interno di una nuvola! Le gambe sono instabili, lo sguardo gira smarrito in cerca di appoggio.

Devo dire la verità: non ho ancora capito come trasmettere questa sensazione nelle fotografie! Non ho appigli architettonici classici, non c'è regola che tenga, non ho linee di ordine o prospettive che raccontano la profondità. 
È come se tutto fosse vicino e lontano, maledettamente fuso. Questo costituisce per me una magnifica sfida. E se c'è una cosa che mi emoziona, sono le sfide! 


Nelle foto: il cantiere del centro congressi progettato da Massimiliano Fuksas all'EUR di Roma