Le cose lente sono le più belle. Bisogna sapere aspettare.




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Speciale Salone Internazionale del Mobile, Milano 2016

12-04-2016

Un macroscopico esempio di quanto conti avere un’immagine e quanto un’immagine crei contenuti. Lo viviamo in diretta in questi giorni al Salone del Mobile, oggi la più grande e brillante esposizione al mondo del design, oggi, ma non è sempre stato così. Non che Milano abbia mai peccato di chiusura o abbia scarseggiato di brillantezza, ma era un fenomeno “di strada”. In strada sono nate le offerte design della città, raccolte presto dalla rivista “Interni” che rese istituzionale il design week, ideato da Dorothea Baluff, allora direttrice di “Interni” che scatenò noi fotografi in una promozione illuminata. La città si popolò sempre piú di vita e libere iniziative, e avrei molto da raccontare, ma la vera svolta che ha innalzato la allora “Fiera del Mobile" a “Salone Internazionale del Design" fu la nuova opera futuristica di Massimiliano Fuksas che a Rho sviluppò un progetto di grande attualità iniettando nel fervido vivere milanese una sostanza che dissipava la faccendiera forma della vecchia fiera. Allora il design italiano figlio di Bruno Munari, Achille Castiglioni ed altri padri del design, erano considerati il design più interessante del mondo. Prestolo stile italiano avrebbe ceduto il passo a quello di altri paesi. Questo però non è successo al Salone, che in controtendenza e in piena crisi economica, ha travolto in particolare proprio il mondo dell'arredamento. Il Salone è cresciuto, è cresciuto sul benessere portato dalla moderna architettura che, badate bene, anche se ostacolata da pessimi servizi esterni, dalla viabilità alla metro ecc…, ha continuato una inarrestabile crescita. Certo non sarà eterna, ma non avrà nemmeno vita breve. È un macroscopico esempio di come l'architettura e il modo di abitare possa cambiare prepotentemente l'esistenza. Purtroppo, più in generale, l'architettura italiana oggi, con la “democratizzazione” e il fai da te genera mostri sempre più audaci che finiscono per deformare il gusto della gente che ovviamente sempre più considera poi la casa un dormitorio trascurabile piuttosto di una seconda pelle.

Alcune immagini della vecchia fiera di Milano ormai archeologia industriale




e alcune della nuova