Le cose lente sono le più belle. Bisogna sapere aspettare.




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Leggere la fotografia: un racconto di stile tra gli scaffali di una libreria

29-03-2016

Ritengo questa fotografia una fotografia importante.
Premi ottenuti a parte, la fotografia ha premiato, secondo l'obiettivo di chi l'ha realizzata, l'azienda. Nei miei post si comprende  il grande valore che attribuisco al committente e al team con il quale collaboro. 
Questo è un perfetto esempio del perché. 
Realizzata in un periodo fortunato di grande crescita in cui si sentiva libertà e creatività, sponsorizzati dal successo e incentivati dagli stessi committenti, quest’immagine deve il suo successo a più elementi. 
Direi che l'ideazione parte da Diego Paccagnella, che è stato per lungo tempo direttore creativo attivo dell’azienda committente, ma forse anche da Cristina Romanello, più che solo una buyer, spesso ideatrice e coordinatrice. Assieme a Daniele Lago, committente e vero direttore artistico,  abbiamo formato un team che per lungo tempo ha scalato in controcorrente il mondo del mobile e contribuito a rendere leader l'azienda che oggi è Lago, creando dal nulla un brand (cosa difficile nel mondo dell'arredamento) ormai affermato, che ha saputo per questo superare con agilità la pesantissima crisi del settore, mentre altre aziende ben più potenti economicamente, ma mai “brandizzate”, sono crollate.
Una libreria essenziale, talmente minimal che una volta riempita rimane solo lo scopo per cui è stata ideata, una ordinata catasta di libri.
Non è un tema facile. La libreria rischierebbe di sparire ed il tema richiederebbe una spiegazione importante, un lungo racconto sullo stile di vita.
Qui, invece, è raccontato tutto con un unico intenso scatto.
La libreria resta scandita sullo sfondo, vuota e visibile, ma non è vuota. A terra una prospettiva convergente di libri la riempie nella fantasia dello spettatore, aiutata da un primo passo suggerito dalla modella che inizia questa operazione di riempimento. L'ideazione prende giustamente il plauso maggiore, ma funziona anche perché è accompagnata da una attenta realizzazione, dai libri veri di cui si son perfino esaminate le copertine, alla governata prospettiva che mette distanze ideali (intense ma non angoscianti) tra soggetto e racconto, alle luci trasparenti e all'armonica qualità fotografica con il prodotto che proiettano e raffigurano il messaggio rendendolo eloquente,  scrivendo in un sol colpo d'occhio un intero catalogo.
Questa è la forza della fotografia!