Se non ci metterà troppo, l'aspetterò tutta la vita.
(Oscar Wilde)



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Leggere la fotografia: La vertigine delle architetture

22-03-2016

Architetture: le grandi opere che circondano la nostra civiltà, che scandiscono il tempo e lo spazio concepito dall'uomo, con la concentrazione di un’opera d'arte, affascinano e turbano la mia fotografia. 
Rappresentare un’opera architettonica non è cosa banale.
Per cogliere tutti gli elementi che sono alla base di un progetto e quelli che sono all’interno del suo sviluppo, trasmettendoli attraverso le immagini, c’è bisogno di progettualità, comprensione e attenzione a forme, colori e prospettive, una sfida ardita e seducente per un fotografo.
Ho conosciuto Massimiliano Fuksas nel 2004, persona di grande intelligenza e animazione,  per questo molto discusso. Il genio non passa inosservato. 
Dopo un ritratto, molto gradito da Fuksas, mi sono proposto come possibile interprete delle sue architetture. Fu molto perplesso, “un fotografo di architettura non è un ritrattista” disse. 
Ad ogni modo, seguendo il suo puro istinto, mi diede la possibilità di mettermi alla prova e mi incaricò di fotografare il centro ricerche Ferrari appena terminato. 
L’iniziativa si concluse bene.
Fuksas fu sorpreso positivamente è così mi aprì le porte ad altre esperienze. 
Ma com’è nel mio carattere incostante e curioso, la mia fotografia non si specializza mai e fruga in ogni direzione. Questo il mio limite e piacere.

Questa diventò la copertina di “Abitare”, nel racconto del nuovo Centro Ricerche Ferrari. 
La sua struttura fotografica classica si univa ad una maniera di “abitare l'architettura" con la presenza umana.

Questa panoramica frontale dell'edificio mostrava l'enorme sbalzo in sospensione del piano superiore. 
Per realizzarla non avevo spazio e sono ricorso ad una sofisticata elaborazione. 
La ripresa è paragonabile ad una ripresa realizzata con un super grandangolo 4mm per una reflex 35mm.


I colori che spiccano immersi nel grigio della struttura sono il rosso Ferrari e il giallo Lamborghini.

Gli spazi aerei e le sospensioni sono arditi, ma mai vertiginosi.


Lo sbalzo di 25 metri senza colonne è uno straordinario effetto ricco di ardita architettura.