Le cose lente sono le più belle. Bisogna sapere aspettare.




loader
x
Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.
img

Fotografia&Design2: Quando il committente diventa un maestro

18-03-2016

Il rapporto tra fotografo d’interni e committente è radicalmente cambiato da quello degli anni ‘90. 
Negli anni ‘90, infatti, avevamo a che fare con inventori geniali che avevano costruito un sistema, un prodotto, un’industria e non avevano idea di come comunicarlo. 
La nostra libertà creativa ha creato capolavori indimenticabili nella storia della comunicazione.
Ora gli imprenditori non sono più inventori, ma uomini di marketing. Il rapporto con loro è cambiato e noi dovremmo cambiare con esso per poter continuare il nostro lavoro.
Ricordo la mia battaglia con un cliente quando avevo circa trent’anni. Io volevo creare immagini profonde, cupe e dense, mentre lui aveva bene in mente le immagini chiare del mondo del Nord Europa. Io mi rivolgevo al panorama nazionale, mentre il mio cliente aveva una conoscenza sviluppata dei mercati internazionali e una visione lucida.
Fu negativa la mia resistenza. Non possedevo a quel tempo le sue stesse conoscenze, altrimenti avrei interpretato meglio la sua comunicazione. 
Il cliente era Pepi Selva ed è stato per me un gran maestro. 
La conoscenza è un fattore misurabile, ed è basata sulle esperienze, per questo va sempre considerata.
Il limite è tutto nostro quando, posti i vincoli della committenza, non sappiamo trovare la soluzione. Quando mi invitano ad esprimere pareri su immagini fatte da colleghi non azzardo giudizi sapendo che la committenza può radicalmente cambiare i risultati.

Questa è un’immagine che risale al 1982, una delle prime fatte per Selva.
Solo la posa delle oche è costata 4 ore di lavoro e decine di lastre. È un’immagine poco scalfita dal tempo se si pensa che ha più di trent’anni. 


Un'immagine, 20 anni dopo, che racconta lo stile italiano, sempre per Selva, all’apice del suo successo.