Le cose lente sono le più belle. Bisogna sapere aspettare.




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Leggere la fotografia: l’imperfezione della classicità

15-03-2016


Il mio lavoro è interpretare, comunicare, diffondere in maniera efficace un prodotto affidatomi da un’azienda. 
Porterò alcuni esempi, perché raccontare come si scrive una fotografia comporta una casistica grande e complessa.
Il primo esempio è Bertelè, una piccola azienda produttrice di mobili classici di grande qualità artigianale, in continua ricerca, che poco o niente hanno a che spartire con il mondo dei produttori del “classico” industriale.
È un’azienda molto concentrata sulla sua opera e mi affida con buona libertà e contributo la comunicazione visiva. Questo ha creato una sinergia efficace di qualità grande e costi contenuti. 
Comporre una fotografia come questa è complesso e c'è bisogno di sicurezza nel procedere: vediamo come e perché. 
Premetto che oggi più che mai, mostrarsi al mercato significa colpire con un’immagine, altrimenti nessuno si accorgerebbe dell'esistenza della stessa.
Lo schiaffo deve essere indolore e contenuto allo stretto necessario per mostrare il prodotto, che deve essere vissuto come un sogno, come un interno possibile in grado di essere personalizzato secondo le proprie necessità. 

1. La progettazione in questo caso mi porta a immaginare una stanza con una prospettiva e profondità coinvolgente, la stanza di un artista che usa i mobili come supporto ai propri strumenti creativi.

Bertelè Mobili
Scatto premiato al FEP AWARDS 2015
secondo premio nella categoria Immagini Commerciali

2. La realizzazione per intero sarebbe troppo costosa e ho a disposizione un solo mobile. Devo inoltre calcolare le prospettive e usare lo stesso mobile per comporre il progetto.

3. Realizzo la prima immagine con un calcolo preciso del centro, per poi specchiare la libreria. 


4. L'immagine specchiata chiede un cambiamento di oggetti naturalmente.


5. Fotografo frontalmente lo stesso mobile e lo specchio nello stesso modo. Naturalmente l'ambiente e la sua luce devono essere figli del progetto che comporta una sorgente luminosa frontale, quindi aggiungo anche una finestra


6. Dal mio archivio prelevo soffitti, tende, finestre e completo l'ambiente. Le fondamenta sono gettate.

7. Completo l'immagine con ombre ed effetti necessari.


8. Il cane e il gatto sugli scaffali sono elementi vivi e in curiosa contrapposizione. La finestra asimmetrica non è casuale e come il cavo “di scena”, sono “difetti” che rendono realistica l'immagine. 
L'imperfezione è personalità, la perfezione un difetto imperdonabile in un'immagine.

Ovviamente siete di fronte ad un riassunto di ciò che questa fotografia rappresenta, ma è chiaro che nessuno degli elementi presenti si trova lì per caso.
Sono tutti indizi che fanno parte di un racconto sulla personalità di chi immaginiamo abiti questo spazio.