Aspettare è ancora un'occupazione. È non aspettare niente che è terribile.
(Cesare Pavese)



loader
x
Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.
img

L'arte dell'abitare: quando la fotografia incontra il design

04-03-2016


La fotografia di interni è tra tutti i generi fotografici sicuramente quella che richiede maggiori conoscenze tecniche relative ad armonie, proporzioni e luci. Anche il più ingenuo dei fotografi di interni è comunque in grado di governare le luci; parto specificando questo perché in altri generi fotografici non è la stessa cosa. Nel settore della moda, ad esempio, non servono particolari conoscenze e pochi le hanno. Generalmente, si concentrano sull'animazione di scene e soggetti e usano quasi sempre luci piuttosto standard, limitandosi a rendere chiara la scena.
Grandi fotografi non sanno molto della luce. Prendiamo, ad esempio, Oliviero Toscani: egli afferma deliberatamente che non gli interessano la tecnica ed i mezzi. Bene, nel suo settore può funzionare, ma non nella fotografia d'interni. Infatti, tra le tante immagini di grandissimo impatto legate alla moda, non esiste un solo caso di successo nelle sue fotografie di arredamento.
Questo è un esempio piuttosto inequivocabile, nonostante l'altisonante nome a cui diverse aziende del settore hanno tentato di attingere.
Le luci scolpiscono gli ambienti, lo fanno dall'interno e dall'interno generano stimoli ed emozioni che sono messaggi fondamentali, così colori ed intensità sono protagonisti in questo genere di fotografia.
Nel mio personalissimo caso mi sono sempre ritenuto un interprete, uno scrittore che racconta quello che il committente vuole comunicare. Non esiste il "mi piace" o il "non mi piace", a me piace e basta! Come faccio? Perché tante cose fanno davvero ribrezzo e se non mi piace si vede. Su questo la fotografia non perdona.
E allora? Ci vuole un po' di umiltà, bisogna fare un passo indietro. Spesso mi sono stati commissionati servizi su personaggi, scrittori, artisti, musicisti. Le loro case sono spessissimo esteticamente trascurate, ma cariche di storia e personalità con arredi bizzarri frutto di lasciti e ricordi di nessun interesse. Risultato? Stridenti, ma in fondo ci sono sempre armonie, profumi, suoni, sapori in casa di un artista.
Così, quando mi portano mobili assurdi, penso intensamente ad una probabile personalità e trovo il verso, rendo piacevole attraverso l'interpretazione e la disarmonia del prodotto. Qualche volta mi sento un po' vigliacco illudendo il compratore, ma solo un po'. In fondo, la scelta è sempre riposta nel cliente: mia l'interpretazione, sua la personalità.

Nelle foto che seguono due esempi di interpretazioni rivolte a due mercati completamente differenti: un tavolo classico con interpretazione contemporanea per Bertelè mobili, e un'immagine per Simone Micheli una camera modernissima personalizzata.