Se non ci metterà troppo, l'aspetterò tutta la vita.
(Oscar Wilde)



loader
x
Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.
img

Avventure romane tra fotografia e burocrazia

26-02-2016

Tempo fa ho realizzato un progetto interessante per la Bruce McGaw Graphics Company, la più grande casa al mondo di poster d'autore. Li avevo incontrati per la prima volta nel New Jersey quando ero andato a proporre i miei lavori. Risposero molto cortesemente, dimostrando il loro interesse ma avvisando che avevano già una collaborazione esclusiva con Ansel Adams. A posteriori, mi sono reso conto di aver (forse) un filino esagerato: mettermi in concorrenza con il massimo esponente mondiale del B/N? Mi dissero, comunque, che vista la qualità dei miei lavori se avessi presentato qualche progetto che non era in conflitto con la loro esclusiva, mi avrebbero preso in considerazione.

Una volta tornato in Italia, ho pensato che avrebbero potuto essere attratti da un buon argomento come le architetture storiche. Visto il target mondiale di pubblicazione a cui andavo incontro, mi mossi subito per avere i permessi necessari per poter fotografare e pubblicare possibili immagini di monumenti nazionali che, per legge, sono "protetti".
E fu così che iniziò uno dei travagli burocratici più lunghi che io abbia mai dovuto affrontare: interminabili "avanti e indietro" tra i palazzi romani, dove l'inefficienza regna sovrana e nessuno si assume alcuna responsabilità.
Fortunatamente siamo a Roma, dove la simpatia non viene mai meno e compensa le gravi lacune amministrative che farebbero impazzire chiunque. Poi, all'improvviso un insperato aiuto di qualcuno avvezzo ai magheggi d'avvocato che ha offerto sottovoce una via di uscita. Sono molti gli uffici pubblici che non tengono in considerazione le cose importanti, figuriamoci dove va a finire un'incomprensibile lettera che si presenta fin da subito come una grana!
Gli italiani, per loro cultura e formazione, amano le complicazioni: carte, timbri e marche da bollo, e chi più ne ha, più ne metta. Quindi creiamo un'invenzione, con tutti i timbri possibili, autenticata da una marca da bollo da 16 euro, come destinatario scriviamo dei nomi importanti, come contenuto specifichiamo la richiesta di autorizzazione a fotografare ecc ecc, in data ecc ecc, come da norma di legge per silenzio assenso entro 60 giorni siamo autorizzati a procedere ecc ecc. Con timbri e firme autentici non si genera certo un documento falso e lo si può anche sfoderare al vigile zelante che viene a controllare il cavalletto per occupazione di suolo pubblico e che certo non ha né le competenze né l'ardire di contestare un documento così bello.
Alla fine del calvario burocratico, aiutato dai miei preziosi cugini romani, ho affrontato l'ardua sfida fotografica con un banco ottico con teleobiettivo (all'epoca, la McGaw accettava solo lastre originali B/N), una macchina pesante che raggiunge il metro di lunghezza. Era decisamente troppo visibile per non dare nell'occhio, ma i miei parenti hanno fatto gran rumore intorno e tutto è filato liscio. Adoro Roma proprio perché ci sono i romani: tutto è fattibile, tutto ha una soluzione, tutto può essere complicato inutilmente, ma sempre con una battuta e un sorriso sulle labbra.

Dopo qualche tempo, ho inviato alla McGaw Graphics i miei scatti artistici e come ricompensa ho ottenuto un contratto di ferro, estremamente tutelante, che se avessi presentato io in Italia a qualche agenzia sarei stato cacciato in malo modo. Venni pagato a royalty e nel tempo non ho mai guadagnato tanto come con quelle foto, che puntualmente mi garantivano assegni senza che io dovessi mai chieder nulla. Un'esperienza davvero sorprendente per un artista italiano!