Aspettare è ancora un'occupazione. È non aspettare niente che è terribile.
(Cesare Pavese)



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“Fotografare bene è facile”: focus 17

05-02-2016

Il cavalletto

Il primo consiglio che riferisco sempre a chi si approccia alla fotografia è quello di viaggiare leggeri per non farsi sfuggire l'occasione di immortalare l'attimo.
Nonostante questo, ritengo che esista uno strumento la cui utilità va dall'"apprezzabile" al "necessario": il cavalletto. Spesso, infatti, le fotografie sono rovinate da un fenomeno definito "mosso". Il peggior mosso è quel micromosso impercettibile che rende sfocata la fotografia. Per questo motivo consiglio sempre di stare molto attenti ai tempi nell’uso della mano libera, dato che l'unica vera e propria garanzia di fermo si ha solo a 1/250 di secondo. Se scendete di tempi, vi raccomando di prestare ancor più attenzione, di trovare un solido appoggio e di restare pressoché immobili, trattenendo il respiro. In caso contrario, purtroppo, potrete incorrere in una cattiva sorpresa, ovvero la mancanza di incisione.

Un buon punto di appoggio può essere costituito da un monopiede, leggero e poco ingombrante, ma la certezza dello scatto fermo ve la può dare solo un cavalletto ben piazzato. Serve per fotografare affascinanti panorami notturni, nel buio della sera dove esistono solo le stelle e dove nessun occhio umano arriva.
Ma un utilizzo davvero interessante, anche se forse meno conosciuto, di questo strumento è la capacità di restare fermo tra uno scatto e il successivo. Questo è il motivo principale che mi convince a portarmelo appresso dato che spesso una sequenza di scatti offre l'opportunità di poter realizzare diverse elaborazioni creative.
Si possono "registrare" più esposizioni, scattando due foto in diversi tempi, modificabili in seguito grazie alla nostra camera oscura, ovvero Photoshop, e consentiranno di ottenere la reale visione del luogo in quel momento. Con questa tecnica è possibile vincere contrasti estremi, unendo le esposizioni a zone con un HDR spinto e ragionato.
Un'altra opportunità interessante è quella di poter cancellare gli ostacoli mobili, anche in luoghi affollati. Gli utilizzi creativi che ne derivano sono infiniti e tutti da provare (ad esempio fissare un soggetto immobile in mezzo a persone in movimento).
Vi consiglio l'utilizzo di un cavalletto in carbonio che non subisce vibrazioni e ha la stabilità pari ad un normale cavalletto che pesa cinque volte tanto. Per scatti in studio o in casa, quando si compone la scena è utile per liberarsi le mani e condividere la foto.

Buona fotografia!


Fotografia di Matthew Jordan Smith,
a dimostrazione delle potenzialità creative del cavalletto.
Un fermo immagine tra la folla in movimento, un doppio scatto a velocità diverse poi rimontato in Photoshop.


Un divertente autoritratto con cavalletto effettuato in studio.
Una parete fosforescente cattura le ombre e consente di scattare la foto trattenendo la luce emessa in una posa lunga.