Leopardi ha scritto L'infinito mentre era in coda alle Poste.




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Nepal, un bagno nell'umanità

02-02-2016

Non so come sia possibile ma in una piccola porzione del pianeta, ai piedi della grande catena dell'Himalaya, vive una popolazione provvista di una profonda ed inviolata umanità. L'esistenza nei villaggi nepalesi scorre beata, non ancora condizionata dall'impero d'occidente e dai suoi giocattoli economici.



Durerà sempre oppure anche loro verranno travolti dalle multinazionali?
Forse presto anche questo territorio si riempirà di negozi Benetton, che rimpiazzeranno con nuovi macchinari gli abili sarti locali che sanno confezionare una camicia su misura in un'ora, o di Louis Vuitton, che omologheranno la produzione delle borse create con fantasia, mani e sorrisi, o di Cartier, che esalteranno il prezioso luccichio delle sue pietre, strappando l'anima agli eleganti ornamenti femminili nepalesi.
Chissà se le donne continueranno ad indossare i loro tradizionali abiti dai colori accesi, che le fanno assomigliare a nobili regine che camminano sospese e non intaccate dalle strade fangose battute dalle piogge torrenziali di fine estate. 



Ripescando nella memoria, non ricordo una popolazione che non abbia avuto paura dei nostri obbiettivi spietati e dei cacciatori di composizioni pronte e perfette. Ma di fatto, in Nepal, ci si trova di fronte ad una bellezza infinita che non necessita delle capacità interpretative del fotografo, al pari del Grand Canyon, Venezia e Julia Roberts.



Si percepisce che uomini, donne e bambini nepalesi accettano la nostra presenza, considerandoci liberi di fotografare i loro sorrisi, le loro vite o i loro funerali, senza mai dimostrare alcun turbamento. Questo è il Nepal per un fotografo: migliaia e migliaia di interminabili still life. Ma poi, chi guarderà la foto chissà cosa penserà del lessico fotografico, osservando una prevaricazione così feroce del soggetto.



Ricordo un episodio: mentre sorseggiavo un thè su di una terrazza, ho visto due ricchi hippy americani circolare tra la folla e trattare in maniera sprezzante i locali, deridendone usi e costumi. Sembravano i classici personaggi irritanti da film e sarei sceso a prenderli a calci (io detesto l'arroganza, ancor più se rivolta ai pacifici), ma i nepalesi mostravano una tollerante indifferenza e li guardavano senza impegno, forse con un po' di pietà.



Ho intrapreso il viaggio con la straordinaria guida degli amici Mimi e Bola. Lei insegnante di Mantova, lui sciamano nepalese e laureato in psicologia. Durante il percorso abbiamo incontrato altri sciamani, che sono parte integrante di questa meravigliosa cultura. Come in tutte le fedi religiose e magiche, anche loro non disdegnano trucchetti a conferma dei loro poteri di santone. L'esito incerto appare come un inganno, ma che in fondo male non fa ed è speranza per molti. Ogni tanto, però, qualche reale miracolo affiora ed incomprensibili guarigioni scatenano il mistero che pervade il mondo e che forse qui, più che in altri posti, si percepisce in maniera profonda ed intensa.



Se volete immergervi in questa atmosfera senza tempo, affidatevi ciecamente alla profonda conoscenza di questi due straordinari personaggi.
T. 320 3088531
bholamimi@hotmail.it
www.nepal-shaman.com    
Buon viaggio!