Non stancarti mai di aspettare perchè il giorno più bello della tua vita può arrivare domani.
(Romano Battaglia)



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Luci e colore, inganno dell’occhio umano

12-01-2016



Alba Rossa, scorcio sul Pacifico a Esattele

È vero che i gradi Kelvin non servono più? Che il termocolorimetro è morto?
Per anni la fotografia commerciale ha inseguito la perfezione. Non si è verificata nessuna deformazione del colore fino agli anni ‘90, poi qualcuno ha azzardato il suo pensiero, povero incompreso. Il colore della luce ha una variabile enorme e descrive passo passo il mondo che lo circonda. La luce non è mai “bianca”, ma è sempre “sporca”: si sveglia tra albe rosee e dorate, si spinge fino ai cieli che passano dal ciano azzurro al blu intenso e si spengono a sera nella variabile-colore concessa dall'atmosfera.
Come se non bastasse, i colori della luce vengono alterati dall'aria che funge da filtro, rimbalzando su superfici diverse e rendendo i corpi illuminanti, come le nuvole rosse per la terra o verdi per la vegetazione.
Dopo tutto questo sfolgorio, le luci da studio sembrano davvero noiose, ma non è così: hanno anche loro un grande fascino.
La luce si misura in gradi Kelvin. Dai tempi dell’analogico, si riscalda una barra di metallo, a 1000° diventa rossa, a 3000° arancio, a 5000° bianca, a 10000° azzurra e poi si trasforma in colore blu.
Interpretiamo i colori freddi come “lontani” e quelli caldi come “vicini”. Siamo abituati a riconoscerli nell’ambiente dove viviamo, ma se in natura interviene la luce che filtra e falsa la cromia, i nostri occhi si illudono e la nostra anima verrà ingannata.
Allo stesso modo, in studio si usa “sporcare” le luci colorandole, per ricostruire l'ambiente che vogliamo far vivere all'ignaro osservatore, che continuerà a giudicare bianca una luce che bianca non è.

Il mondo cinematografico e i suoi tecnici specialisti sanno bene come costruire un ambiente post atomico, che deve dare l’idea di aria sporca e ha bisogno di una luce giallo bruno per far rivivere quel clima, di una luce verde (ma quale verde raccontiamo?), quel verde fuori luogo, inquietante ed innaturale, di un arancio di raggi solari al tramonto che rilassa e trasporta emotivamente.
La luce offre stimoli molto diversi del colore della materia che assume ben altri significati, ma questa è un’altra storia. Ricordatevi che la vostra foto può essere composta da luci con colori diversi e che nessun trucchetto di Photoshop potrà mai aiutarvi in postproduzione per ottenere effetti che la natura ci regala senza fine.


Scala Kelvin 



La mia ombra blu, perché il sole lavora a 5500K. La sfera celeste che illumina l’ombra è a 25/30000K.