Aspettare è ancora un'occupazione. È non aspettare niente che è terribile.
(Cesare Pavese)



loader
x
Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.
img

Fotografia: scopri come modificare i tuoi scatti

05-01-2016



“Scuole di pensiero”, è così che si chiamano le aggregazioni che vantano paternità su presunte regole. A tal proposito, io ho solo una cosa da dire, chiara e forte: la fotografia è un’arte e, come tale, assoggettarla a regole è il più colossale errore che si possa fare.
Mi pronuncio a favore di ogni intervento che possa, in qualsiasi modo, aiutare l'artista ad esprimere la sua ricerca, a raccontare le sue scoperte, a far levare la sua voce in favore dello sviluppo intellettuale dell'umanità. Al contrario, chiunque limiti la sua libertà di azione va radiato da ogni considerazione senza riserve.
Cosa ben diversa è la manipolazione metodica della realtà a scopo di inganno.
Non bisogna dimenticare che la fotografia ha un’enorme responsabilità: riesce ad autenticare la realtà nella testa delle persone. Per esempio, un martellamento costante ha convinto chiunque che la pelle del viso deve essere liscia e senza difetti, cosicché se fotografi una bella donna e non la ritocchi, lei si troverà orribile e la tua opera di modifica diventa un inganno inevitabile. Manipolazioni ben peggiori le subiamo da ben prima dell'era digitale, continuamente e senza accorgercene.
Detto questo, cercherò di trattare nel mio blog con maggiore tecnicità questo infinito argomento. Magari a seguito del blog del venerdì "Fotografare bene è facile”, inizierò un “Modificare è facile”, a partire comunque da questa base filosofica che ho espresso.
Io uso Photoshop. Non esiste un limite con questo programma e abbinandolo ai nuovi programmi di realtà virtuale, che offrono render di un realismo inattaccabile, potrebbero da soli costruire un mondo altrettanto sterminato di possibili soluzioni della nostra fantasia.
Ma quello che mi piace e resta della fotografia è la capacità illimitata di farci conoscere il mondo che ci circonda. Utilizzare la virtualità o il ritocco estremo è come decidere di esplorare lo spazio senza conoscere la Terra. È magnifico pensare che esistano persone ancorate ad uno o all'altro argomento. È bellissimo pensare ad un mondo senza limite. Magari il confine esiste, ma si trova talmente al largo che l'orizzonte non concede di vederlo. Perciò, ben venga il ritocco, l'elaborazione e la virtualità: sono i primi passi traballanti che oggi muovono verso una nuova era.


Una poesia del mare resa fiabesca dall’elaborazione con Photoshop