Le cose lente sono le più belle. Bisogna sapere aspettare.




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Photoshop: la nuova camera oscura

29-12-2015


Alcuni miei studenti del Politecnico di Milano immersi nella loro “camera oscura”

La camera oscura di oggi si chiama Photoshop. Come si entra in camera oscura? Il primo passo è imparare a sviluppare un file row, cioè un file che permette di estrarre ciò che occorre da un’immagine, da quell'immagine che convince e che è fotografia.
I programmi di sviluppo sono tanti, ma tutti hanno gli stessi comandi essenziali.
1) Esposizione
Potete modificare l'esposizione +\_ 3 diaframmi, ma sconsiglio di andare oltre se non in caso di assoluta necessità.
2) Contrasto
Il file row è privo di contrasto.
Confrontate con immagini ideali e non abbiate paura, anche se c'è chi sostiene che bisogna restare dentro l'istogramma, la paura fa peggio!
3) Saturazione
Seguite il cuore senza farvi prendere la mano, poi in Photoshop potete sempre intervenire su questo comando.
4) Colori
Guardate sempre il colore, in tempo reale esprime quello che volete raccontare. E vi sembrerà di aver fallito.
5) Ombre
Questo è importante perché apre le ombre, in questo modo la foto risulta più facile da trattare soprattutto se la foto è sovraesposta di un diaframma. Porre sempre attenzione perché se si esagera, la parte in ombra si “tarocca”.
6) Luci
Questo comando è da prendere con le pinze: basta poco e la foto si fiacca! Meglio lasciar perdere. Quello che è bruciato, è bruciato, ma abbiamo ancora un’alternativa. Se in ripresa non abbiamo avuto modo di fare un braketing (più esposizioni dello stesso soggetto), possiamo farlo in sviluppo (sarà più penalizzato, ma comunque garantirà una qualità buona) e poi estrarre quello che più ci garba.



Fino a qui abbiamo solo “sviluppato il rullino”, adesso occupiamoci della stampa.
Apriamo Photoshop, che come vi dicevo è un programma esteso, ma oggi facciamo solo un primo passo per poter ottenere un risultato incoraggiante e non una complicazione che abbatte il morale.
Apriamo l'immagine e, per prima cosa, andiamo sui livelli e duplichiamone uno. Non toccate mai l'originale. Può sempre servirvi. Spesso il programma e il magico schermo finiscono per prendervi la mano e lo sapete solo se confrontate il livello originale.




Non resta che esplorare il ricco programma, ma ricordate che i comandi principali che riguardano la fotografia (ovvero ex camera oscura) sono “scherma e brucia”, poi verrà lo “scontorno” (ex maschere che si facevano a mano con pennello intriso di rosso).
Per ogni dubbio, i consigli di uno/30 amici scioglieranno nel migliore dei modi l’ingarbugliata matassa. Ognuno di noi adopera il programma diversamente: io sono lento, amo pensarci e non voglio sistemi veloci ed abbreviati; altri sono velocissimi e usano comandi diretti come fossero pianisti. Il mio consiglio? Studiare ed imparare da tutti.