Leopardi ha scritto L'infinito mentre era in coda alle Poste.




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Guardando le stelle: molta poesia e poca tecnica

01-12-2015




Un autoritratto sotto le stelle che mi è servito per una favola raccontata a mio nipotino, nella quale ero parzialmente protagonista


Quella maledetta postura ricurva da schiavi smartphone fa scricchiolare anche le vostre giovani ossa quando la trasparenza del cielo si dipinge della Via Lattea e dei più luminescenti astri celesti. Il corpo torna in distensione e la mente vaga per l'universo. Per non parlare delle stelle cadenti nella notte di San Lorenzo che diventa per tutti il più prolungato momento di stretching cervicale dell'anno, in cerca di una fortuna che spesso e misteriosamente arriva. Ma come si fotografano le stelle?
Prendiamo più casi perché ogni foto che vi voglio suggerire sia di vostra scelta ma mai, mai priva di poesia, senza poesia non si va da nessuna parte. Se volete un cielo stellato perché vi trovate in un punto del pianeta che vi offre uno skyline  da portarsi a casa, considerate che senza cavalletto dovrete inventarvi una posizione in cui “inchiodare” la fotocamera e inserire l'autoscatto, questo per non metterla in movimento premendo il pulsante di scatto, se siete dotati di cavalletto avrete più libertà di inquadratura  e le regole non cambiano.



Il mio piccolo giardino di stelle svedese


Stelle ferme: bisogna impostare la macchina con una sensibilità ISO elevata 1600/6400 (oggi le moderne macchine lo concedono con buona qualità, dipende dallo strumento), un diaframma piuttosto aperto 2, 3,5 max 5,6 ma soprattutto un tempo di esposizione che non superi i 20/30 secondi, tenendo presente che un teleobiettivo resta più sensibile al mosso anche del  movimento delle  stelle, come il grandangolo lo è meno. Con il fuoco tecnicamente (ma anche poeticamente) è d'obbligo l'infinito (almeno per le stelle). Avrete facilmente bisogno di due esposizioni, una per le stelle e l'altra per il paesaggio da sommare poi in postproduzione, normalmente a terra è comunque più luminoso, ma con la macchina forse riuscite a misurarlo. Fotografie che non smettono mai di attrarci perché portano con loro il segreto dell'universo che sentiamo ma non vediamo, quello che racconta che né le stelle né il pianeta sono fermi, lo sappiamo ma la nostra fotografia come sempre lo rende oltre che autografo, autentico.