Se non ci metterà troppo, l'aspetterò tutta la vita.
(Oscar Wilde)



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L’arte che vive

29-09-2015

Molto del mio giovane tempo l'ho trascorso tra pennelli e colori immerso nel seducente profumo dell'olio di lino, poi il tempo mi ha tolto la ragione di questo, il tempo mi ha imposto il ritmo della fotografia, generosa scoperta espressiva. La differenza era il ciclo: l'idea, lo scatto, la camera oscura, tutto mi permetteva un confronto costante con il mondo reale quasi dimenticato nella lenta cadenza di un dipinto.





Quando la fotografia rubava la scena alla pittura e riduceva valenti artigiani dell'arte a curvare la schiena e svendere il proprio lavoro, alcuni non accettarono affatto questa condizione e si affidarono ai propri mezzi per affermare la loro anima, erano i pittori che prima di essere pittori erano artisti e fiorì un arte grandiosa a concludere un epoca; erano i tempi di Renoir, Picasso, Braque, Mirò, Matisse, Duchamp. Questo inizio secolo ha riproposto lo stesso scenario, ma con la tecnica che allora fu responsabile di questa rivoluzione: non serve più il valente artigiano fotografo ad illustrare il tempo, software sempre più sofisticati hanno regalato al mondo, alla gente comune la tecnica fotografica, confezionata, alla portata di tutti, e l'artigiano è di nuovo rimasto a schiena curva travolto dalla moda e dall'affrettata idea che tutti possano esprimere in ugual misura la fotografia. Non è così, il linguaggio fotografico è ben più che semplice tecnica.



Ma ora spetta alla fotografia come mezzo espressivo prendere a schiaffi il mondo dopo averlo accarezzato per un secolo, non più foto salmistrate di artigianato ad arte, ma purissima arte da esprimere. Ogni professionista faccia i conti con questo cambiamento e non si illuda di poter continuare la vecchia via, ma in sé, se scruta a fondo e dimentica il glorioso momento d'oro, potrà scoprire forse un nuovo mondo e pure la pubblicità che nasconde in sé un livello di elevato valore espressivo una volta uscita dalla moda folle di "chiunque oggi è in grado di fotografare” riprenderà quota. I mezzi sono mezzi ma siamo noi che li conduciamo. In alternativa cercarsi un altro lavoro è valido.