Le cose lente sono le più belle. Bisogna sapere aspettare.




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“Sessismo” e la figura della donna in fotografia, parla Maurizio Marcato

08-09-2015

“Sessismo”, pessimo vocabolo di recente invenzione, suona come un sussurro isterico ed impotente, estratto da “razzismo”, fenomeno squallido di ben altra matrice che sfrutta le diversità etniche per giustificare spesso interessi di altra natura o solo per primitiva stupidità.

La prima volta che ho incrociato questo termine è stato durante una mia mostra, un’esposizione ispirata al mondo delle pinup anni ’50, non certo una delle mie ricerche artistiche più interessanti ma un gioco, uno dei miei romantici infantili amori. Nel libro delle firme della mostra qualcuno aveva lasciato commenti acidi in cui spiccava questa parola. Non ho mai avuto dubbi di aver peccato di sfruttamento o violenza sulla donna con il mio operato, io amo le donne e so scrivere le immagini,  per questo le mie fotografie non intaccano mai l'immagine di queste meravigliose creature. Uomini e donne appartengono alla stessa specie, ma sono di natura totalmente diversa e rappresentano due volti della nostra instabile razza umana. Nella donna io vedo la bellezza e non parlo del meraviglioso corpo, che è solo la punta di un iceberg composto dalla loro anima, dalla loro natura fatta di vita, di amore, di procreazione e anche se non possiamo massificare, perché nessuna donna è completamente femminile come nessun uomo è completamente maschile, non è difficile capire che l'universo maschile è più rozzo, incolto e dedito alla violenza.

Se anche le donne finiscono in galera per molto meno degli uomini le nostre galere planetarie sono rifugio quasi esclusivo di esseri maschili, penso possa bastare questo dato o devo aggiungere tutte le altre violenze, guerre, torture ed inimmaginabili massacri che costellano di rosso sangue la storia gloriosa dell'uomo? No, la differenza tra maschio e femmina è troppo grande per non considerarla. “Sessista” è un termine insolvente. Della donna continuerò a cantare la bellezza senza il minimo freno, dell’uomo continuerò a combattere il primitivo essere che esprime e presto, per non rimanere in silenzio, affronterò macchina alla mano il complicato argomento.



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Women don't war



Restaurando il futuro



Maurizio Marcato 




 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Postato il 14-02-2017