Leopardi ha scritto L'infinito mentre era in coda alle Poste.




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Fotografia e architettura: il concorso fotografico del XXVII Convegno annuale di Sinergie (parla Maurizio Marcato)

28-07-2015




Naturalmente spinte dalla rivoluzione informatica, le performance sociali ed economiche hanno rinnovato i loro ritmi e accresciuto la fabbricazione in ogni settore in modo esponenziale, ponendo con maggior fermezza il tema della rivalutazione e ricollocazione delle strutture architettoniche, dotate di valore storico ed estetico. Ciò si vive in grande scala in architettura ed urbanistica, come anche negli interni e nel design, ma nessun settore in fondo resta lontano. "Heritage, management e impresa: quali sinergie?”, il tema proposto, non vuole semplicemente rilevare alcune caratteristiche del territorio, ma ha l’obiettivo di ampliare ed inserire questo pensiero nella vita quotidiana. Non possiamo pianificare il futuro, ma possiamo facilmente programmare delle soluzioni possibili affinché la cultura non subisca perdite irreversibili e possa continuare ad espandere i propri spazi e competenze, perché i concetti di funzionalità e bellezza prevalgano. Quello che ormai è sotto gli occhi di tutti è che la nostra società ha un unico futuro, chiamato oggi “disoccupazione” e domani “libertà”, se sapremo creare un nuovo sistema. La risorsa non sarà l’aumento del PIL, ma un attento crescere di competenze innovative convergenti verso un unico scopo: esaltare l’animo umano nell’arte e nella cultura. La tematica portata avanti quest’anno da Sinergie, nonostante spinga verso una ricerca estremamente attuale, non ha riscontrato un grandissimo successo, forse a causa di problemi di comunicazione e non ha ricevuto una risposta all’altezza della domanda. "Heritage, management e impresa: quali sinergie?” è uno stimolo essenziale che guarda il futuro per l’importanza di ciò che esprime.



Più di dieci anni fa Fuksas, autore (non solo di architetture) di questa importante ed incompresa ristrutturazione, mi diceva che il futuro sarebbe stato senza lavoro e che le macchine presto avrebbero sostituito l’uomo. A quel tempo, mi parve una visione esagerata influenzata dal carattere di un uomo che tutti conosciamo, ma oggi queste previsioni si sono incredibilmente realizzate ed è iniziato un processo di cui nessuno parla. Continua la “lotta contro la disoccupazione”, fingendo di non accorgersi che tutto è cambiato e che presto nemmeno la raccolta delle ciliegie verrà fatta a mano. Ecco a cosa serviva questa ricerca: a suggerire strade per il futuro conservando e rendendo vivo il patrimonio umano e materiale del passato, anche recente. Nella mia mostra, un’opera di Fuksas che guarda il futuro passare con velocità e slancio, senza la stabilità delle linee rette e apparente coordinamento. Le mie fotografie hanno cercato di fermare queste corse, ma prospettive e verticali non lasciano tregua all’edificio che troneggia su un passato scavato a mano nelle fondamenta. In questo progetto tutto è legato, tecnica, estetica, politica, cultura, ma la base di ogni cosa è aiutare la ricerca e movimentare un numero imponente di persone che capiscano, curino e stimolino con le loro immagini l’intero territorio. Io ritengo che questa sia la soluzione più nobile ed importante che un concorso possa promuovere.

La fotografia che ha vinto, è stata premiata per la sua immediata lettura che crea un legame tra il paesaggio del passato e il quadro, un’autentica rappresentazione razionale del presente.