Aspettare è ancora un'occupazione. È non aspettare niente che è terribile.
(Cesare Pavese)



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Il boom della fotografia a tavola

10-02-2015


La storia degli italiani a tavola è lunga e complessa, è uno specchio della storia sociale e familiare e la fotografia, più spesso quella privata, l’ha registrata. Questo genere fotografico ha il suo primo riferimento nelle ambientazioni del cinema neorealista, come nei film di Monicelli, Castellani, Zampa, Comencini, Mattoli fino alla splendida sequenza della cena alla trattoria romana nel film Roma di Fellini. In tante sequenze a tavola è descritto il modo d’essere degli italiani di quegli anni, il più vero e spontaneo, ma nelle fotografie degli italiani a tavola appare qualcos’altro.






Se la fotografia è registrazione di un attimo fuggente del tempo infinito, è memoria e ricordo di un momento, allora i soggetti che si lasciano fotografare a tavola rivelano una condizione psicologica che mette a nudo qual è il vero rapporto con il tempo e quindi con la vita, quando si sta con altre persone a pranzo o a cena, in una situazione ufficiale o in intimità. Si vede negli occhi e nei sorrisi apparire il senso temporaneo d’una pausa dalla frenesia del mondo, a tavola i legami con l’esterno si sospendono, per poche ore sono dimenticati: si conversa, si ride, si brinda, si gustano piatti nuovi o già noti.

Anche se spesso senza nome, tutti quegli italiani dal 1860 al 1970 che incontriamo nelle fotografie sono entrati nella storia, forse una storia minore, ma comunque fatta di vite vissute.