Forme Immerse

Femminilità Natura e Arte ... Delle mostre mi piace il confronto, il dover mettere a nudo le mie capacità e i miei pensieri...

Femminilità Natura e Arte … Delle mostre mi piace il confronto, il dover mettere a nudo le mie capacità e i miei pensieri. Oggi credo che sia molto difficile creare mostre che possano diventare significative e forse è meglio creare degli eventi che possano esprimersi a più mani e con diverse tecniche, voglio dire delle collettive miste ispirate all’arte, anche se questo risulta non facile. Strettamente fotografiche e personali non mi entusiasmano. Le mostre sono l’espressione massima delle ricerche personali, sono il confronto tra ciò che hai appreso e ciò che abbandoni, sono per me l’espressione libera e lontana dai condizionamenti di mercato, dalle mostre non mi aspetto mai un risultato immediato, anzi lo disdegno. Uno dei miei privilegi nei confronti della fotografia piuttosto che in altre arti è il suo aspetto di riproducibilià, che la rende estremamente democratica, ma i collezionisti non amano questo, amano l’unicità e l’esclusività di un opera, così questa diventa più preziosa, di conseguenza più cara. Invece le mostre sono e rappresentano il mio spazio libero che conservo con il duro lavoro commerciale quotidiano, un giorno forse non sarà più così e allora se ne riparlerà…

Maurizio Marcato

Femininity, Nature and Art

…About exhibitions I like the comparison, the laying bare of my abilities and my thoughts. Today I believe that it’s very difficult to create exhibitions that can become meaningful and perhaps it’s better to create some events that can be expressed through many hands and with different techniques ( I mean the collective mixed inspired by Art) even if it’s not that easy. In my opinion those tightly photographic and personal are not so exciting. Exhibitions are the maximum expression of the personal searches, the comparison among what you learned and what you abandoned, they are for me the free and distant expression of the market conditioning, I never expect an immediate result from exhibitions, rather I disdain it. One of my privileges towards photography rather than in other Arts it’s its aspect of reproducibility, that makes it extremely democratic. But collectors doesn’t love this; they love unicity and exclusiveness of an opera, so it becomes more precious, consequently more onerous too. Exhibitions, instead, are and represents my free space, that I preserve with the hard daily commercial work. Maybe one day it will be different and we will talk about it again..

Maurizio Marcato

 


SCHEDA TECNICA

 

NUMERO OPERE

Totale n° opere 8, Dimensioni: 58×79 cm

 

SUPPORTO

A telaio.

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Women Don’t War

Scatena davvero rabbia riconoscere..

“Scatena davvero rabbia, riconoscere in troppa gente, l’ignoranza di chi, forte di essere indigeno, abitante classico dei vari “Bar Sport” o altri spazi sterili fatti di discorsi superficiali e suoni gutturali, spesso abituato per primo a vivere dei contributi più svariati, finisce per considerare lo straniero, di pelle e cultura diversa, un pericolo in sè e per sè. Emigranti in cerca di lavoro, disperati ed eroici personaggi che si allontanano dopo aver svuotato le tasche nelle mani di speculatori senza scrupoli, affrontando un viaggio disperato di probabile riuscita. Sono solo alla ricerca di un mondo migliore, forse di un’illusione, vengono da Paesi poveri o peggio, da Paesi dove quattro fanatici consumano le armi che i Paesi più “progrediti” vendono con il benestare di qualsiasi governo. Purtroppo non c’è da tacere che spesso violenza e malcostume penetrano nel nostro territorio creando un effetto mafia, di guerra tra poveri, di controllo di territorio, sfruttamento e prostituzione, violenza, che avevamo parzialmente debellato dopo l’ultima guerra. Ma esiste una grande discriminante, le donne. Donne che fuggono per paura e per coraggio, dalla miseria, carestia, violenza, donne in cerca di rifugio, bellissime e segnate dalla vita, dalla guerra. Guerra, la gloria degli stupidi, il loro momento è una vergognosa prerogativa maschile che la dice lunga. Anche in guerra le donne dimostrano tutto il loro coraggio dando ospitalità, offrendo rifugio e protezione riparando le lacerazioni di questa inaudibile lotta tribale da branco di primati. Stranieri: quando si viaggia nei loro Paesi di provenienza, nelle regioni povere del mondo, e la gente che ti vede sperduto e spaurito, ti si avvicina per chiederti se hai bisogno di qualcosa, senti che avresti bisogno di qualcosa, di non vergognarti dell’accoglienza che noi riserviamo a loro con le nostre paure, di come rifiutiamo amicizia e integrazione, eppure sono loro ad occupare i posti più umili, i lavori più “sporchi” . E mi sento umiliato nel vedere nobili donne costrette a vendere sesso a chi nemmeno immagina cosa sia il sensuale piacere dall’amore. In “Women don’t war” ho cercato di ritrarre l’animo di questi veri e grandi personaggi, nella loro bellezza, nella semplicità di come mi si sono presentate, appena arrivate, ancora spaurite, nella loro diversità, nella nobiltà d’animo, riflessa appena dai loro preziosi o semplici vestiti, molto più riflessa nei loro sguardi. “Women don’t war” esprime il sentimento di repulsione alla violenza delle donne, il loro grande coraggio, lavoro, grande paura”.

Maurizio Marcato

It causes anger recognising, in far too many people, the ignorance of those who are indigenous, habitués of the typical local Bar or other such sterile places that resound with superficial conversation and guttural noises, often the first to live by dubious means, they end up considering the foreigner, just because of the different skin and culture, a real danger itself. Emigrants in search of work, desperate and heroic individuals who leave their homeland after emptying the last of their savings into the hands of unscrupulous speculators, to face a desperate journey with small hope of success. They are only seeking a better world, perhaps an illusion. They come from poverty-stricken countries or worse, from countries where a couple of fanatics run through weapons like wildfire, sold to them by the more ‘progressive’ countries with the full approval of their governments. Unfortunately, the fact cannot be ignored that often violence and vandalism do penetrate our country bringing mafia, warring among the poor, control of territory, exploitation and prostitution. Violence which we had, in part, managed to wipe out after the last war. But one enormous discriminating factor exists, women. Women who flee out of fear and courage, from poverty, famine, violence, women in search of refuge, beautiful, scarred by life’s hardships, by war. War, the glory of stupidity, that shameful male prerogative. Even in war women demonstrate all their courage, giving hospitality, offering refuge and protection, repairing the lacerations of these inconceivable tribal struggles between a bunch of primates. Foreigners: when you travel around their countries, in some of the poorest parts of the world, and the people see that you are lost or afraid, they come up to you and ask if you need something. In fact, you feel you should need something – not to feel ashamed of the hospitality that we reserve for them with our fears, of how we refuse friendship and integration, even though they are the ones who take up the humble jobs and do the ‘dirty’ work. I, myself, feel humiliated to see noble women forced into selling sex to those who haven’t the slightest idea of what the sensual pleasure of love really means. In ‘Women Don’t War’ I have tried to portray the very soul of these great and genuine persons, in their beauty, in their simplicity in how they portrayed themselves to me, on arrival, still fearful, in their diversity, in the nobility of their souls, reflected partly in their precious or simple clothing, but much more in their looks. ‘Women Don’t War’ expresses women’s sentiment of repulsion to violence, their great courage, their work, their great fear’.

Maurizio Marcato

 

SCHEDA TECNICA

 

NUMERO OPERE

37 opere, di cui 25 da 101×101 cm 7 da 101×35 cm 5 da 35×101 cm

 

SUPPORTO

A telaio.

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NAMIBIA: One African Photoway

Un Paese affascinante, dagli scorci mozzafiato, dai contrasti accesi, raccontato attraverso l’obiettivo del fotografo Maurizio Marcato. Immagini suggestive ed emozionanti che diverranno un libro, un vero racconto di viaggio che, patrocinato dal Consolato della Namibia in Italia, vuole trasmettere al grande pubblico la magia di questo meraviglioso luogo nel cuore dell’Africa.

A charming Country, with breathtaking glimpses and light contrasts, told through the camera lens of the photographer Maurizio Marcato. Suggestive and exciting images that will become a book, a trip story that, supported by the Consulate of Namibia in Italy, aims to communicate to the audience the magic of this wonderful place, located in the middle of Africa.

SCHEDA TECNICA

 

NUMERO OPERE

67 opere di cui:

3 di misura 9×13 cm

20 di misura 20×15 cm

20 di misura 31×21 cm

1 di misura 48×63 cm

1 di misura 44×64 xm

2 di misura 63×48 cm

4 di misura 66×96 cm

16 di misura 33×21 cm

 

SUPPORTO

Cornici di latta reciclata da bidoni per il trasporto della nafta

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PHOTO&GRAFIE Ritratti

 

Ho sempre sostenuto che ci sono due modi per costruire un ritratto fotografico...

“Un ritratto è opera del fotografo come del soggetto. Ho sempre sostenuto che ci sono due modi per costruire un ritratto fotografico, cogliere il primo attimo o costruire un lungo rapporto fotografo-soggetto. In entrambi i casi lo scopo è non lasciare costruire al soggetto una immagine di sè, perchè possa essere se stesso. Ho avuto modo di verificare spesso che le foto migliori sono le prime e le ultime di uno shooting. In questo caso o deciso di sfruttare le prime, ho avuto pochi istanti prima che il soggetto ritratto si accorga di diventare un immagine. Questa scatti sono ritratti di personalità forti e ricche di contenuto, così impegnate e concentrate in ogni attimo della loro vita, che ho avuto qualche istante in più prima che i soggetti si accorgessero di me, di fatto ne scaturisce una (apparentemente) istantanea. Allo stesso modo ho chiesto un pensiero libero sul design, istantaneo, immediato proprio per esprimere attraverso la grafia pensiero e personalità. Anche lo scritto come l’immagine sono stati scomposti e ricomposti, confermando l’innegabile fusione interpretativa soggetto-fotografo che scaturisce da un ritratto. Senza cambiare il contenuto sono andato a costruire un impatto emotivo, costruendo una cornice una gabbia che filtra lo sguardo… insieme foto e grafia diventano specchi che aprono le anime e permettono una penetrazione tutta da scoprire”.

 

Maurizio Marcato

 

L’anima di geni del mondo dell’architettura e del design catturata dall’abile mano di un artista. Ritratti di uomini che hanno plasmato i nostri orizzonti, sguardi immortalati da un fotografo, Maurizio Marcato, che ha saputo coglierne lo spirito, la vitalità, la passione, l’estro. Firme dell’architettura che hanno sigillato di proprio pugno la loro idea di design su scatti d’autore. Una selezione di immagini dove la camera diventa il filo conduttore tra l’architettura, i suoi protagonisti e l’arte fotografica.

 

The soul of geniuses of the architecture and design world captured by an artist hand. Portraits of men that moulded our horizons; glances immortalized by a photographer, Maurizio Marcato, who caught their spirit, vitality, passion, inspiration. Architectural figures who seal their idea of design on this author’s shots. A pictures selection where the camera takes us through Architecture, its protagonists and Photography.

ARCHITETTI/ ARCHITECTS

 

Carlo Amadori
Mario Botta
Sandro Chia
Aldo Cibic
Carlo Colombo
Gum Design
Massimiliano e Doriana Fuksas
Setsu & Shinobu Ito
Simone Micheli
Ettore Mocchetti
Matteo Nunziati
Denis Santachiara
Luca Scacchetti
Elleno Squassabia
Marco Viola

 

SCHEDA TECNICA

 

NUMERO OPERE

15 opere, Formato 66×100 cm

 

SUPPORTO

Struttura a telaio.

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Bianco Project

“…Bianco. Simbolo della nascita, dell’aria, di tutto ciò che vive senza tempo e della purezza, fotografare totalmente ispirati al bianco, il non colore della luce. Fotografare immersi in questo tema lavorando sul movimento del corpo, privato dalla gravità, sulla sospensione dell’aria, per ottenere grandi spazi decorati da un pensiero atemporale, da una nuova vita, fatta di leggerezza, di purezza, raccontata da candidi veli poeticamente sospesi e dal magico attimo della fotografia.”

Maurizio Marcato

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Bianco by Maurizio Marcato nasce per illustrare un processo creativo complesso. L evoluzione di un idea generata dall osservazione delle forme nella loro essenza più profonda e immaginate fluttuare senza gravità, sospese. Un racconto attraverso l immagine e l arte che testimonia i percorsi trasversali della creatività dipinta rigorosamente di Bianco. Un mondo alternativo nel quale le linee si fondono, si plasmano, contaminano lo sfondo con raffinata eleganza creando giochi di ombre che generano figure fantastiche, idee ed oggetti … luoghi e non luoghi. Un corpo di donna privato della sua identità, che volteggia sul labile limite tra la gentile grazia femminile e la neutra leggiadria di una presenza androgina.

 

“…White. Symbol of birth, of air, of everything living without time, of purity. Taking photos completely inspired by white, the non color of light. Taking photos absorbed in this theme working on body’s movements, without gravity, on the air suspension, to obtain big spaces decored by a thought without time, by new life, made of lightness, purity, told by snow-white veils poetically suspended and by the magic moment of photography.”

Maurizio Marcato

 

Bianco by Maurizio Marcato wants to illustrate a complex creative process. The evolution of an idea created by the observation of formes in their deeper essence and imagined fluctuating without gravity, as suspended. A tale through image and art proving the transverse paths of creativity, severely white-painted. An alternative world in which lines melt, mould, contaminate the backgruond with refined elegance creating games of shadows that generate fantastic figures, ideas and objects…places and non places. The body of a woman without her identity, circling on the fleeting limit between the gentle feminine grace and the neutral prettiness of an androgynous presence.

 

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Mother Water

Se i miei naturali paesaggi raccontano la poesia di un pianeta dipinto dalle nuvole...

Se i miei naturali paesaggi raccontano la poesia di un pianeta dipinto dalle nuvole, dai mari, dai ghiacci, nemmeno voglio far dimenticare la minaccia con cui risponde la natura stessa, come la povertà umana che elemosina acqua con contenitori di plastica o scavando arrangiati pozzi fatti di copertoni, fratelli di milioni di tonnellate di pesticidi detersivi e quanto usato a sproposito, deliberatamente immesso nei territori che insieme proibitive lavorazioni chimiche hanno ucciso i fiumi prima mari poi e ora minacciano gli oceani. Ma non voglio dimenticare la fede nel genere umano, nella bellezza di una adolescente non più bambina non già adulta, una speranza e un futuro che vorrebbe toccare i cuori di quanti hanno il potere di cambiare il corso del tempo e non lo usano. La vita di un fiore scaturito dall’acqua, la morte di un fiore sepolto nel cemento. Le inquadrature sono centrali, puntano dritte al soggetto, nessun virtuosismo, qui la materia racconta e diventa storia. L’acqua pulita che scorre sulla pelle è una sensazione di vita e una sensazione di rinnovo continuo, un bene insostituibile che lo accomuna a tutti gli elementi della natura,come l’aria, non si consuma, continua un eterno scorrimento e continua rinascita. Questo è il ciclo naturale, ma cosa stiamo facendo? La stiamo sporcando! Bastava non disseminare i veleni con la leggerezza e stupidità che abbiamo esibito. Solo quarant’anni fa l’Adriatico era un mare pulito, pescoso, fertile di vita, ora è sterile: la pesca è regolata da una normativa, l’acqua torbida è mantenuta al limite “della normativa”. Non dovevamo arrivare a questo, questa non è evoluzione non è progresso, è suicidio collettivo per apparenti interessi impersonali delle nostre stesse società per azioni. Confusione, assenteismo politico. Abbiamo bisogno di virare rapidamente, di intervenire, ma davvero e non proibendo lo scorrimento dell’acqua ma l’inquinamento. In quanto all’uomo, è capace di adattarsi a questa nuova formula di vita; oggi nessuno si ricorda più che noi non avevamo la piscina ma andavamo a nuotare nei fiumi, che il mare Adriatico era trasparente, che si poteva bere nei fossati e non da una bottiglia di plastica (ci avrebbe disgustato questo, in particolare), che si pescavano senza allevamenti i frutti dal mare, dai fiumi, dai torrenti. Ci siamo adattati e ci adatteremo a molto di peggio, ma rinunceremo all’infinito piacere, e all’infinita bellezza dell’acqua? Cos’è la ricchezza se non il tempo, l’aria, la terra, l’acqua e l’intelligenza?

Maurizio Marcato

If my natural landscapes reveal the poetry of a planet painted by the clouds, the seas, the ice, I don’t even want you to forget the threat with which nature itself responds, for example by human poverty begging for water with plastic containers or digging makeshift made of tyres, brothers of the millions of tons of pesticides, detergents and any other thing excessively used and deliberately dumped into the soil, and which, together with forbidden chemical processing, have killed the rivers first, the seas after, and they are now threatening the oceans. But I don’t want to lose faith in humanity, in the beauty of an adolescent who’s neither a child not an adult, a hope and a future which would like to touch the hearts of those who have the power to change the course of time and do not use it. The life of a flower springing from water, the death of a flower buried in the cement. The shots are central, they point straight at the subject, no virtuosity, here the matter tells us something, it is and becomes history. Clean water running down the skin gives a sense of life and a feeling of perpetual renewal, it’s an irreplaceable resource just like the other elements of nature, just like air, it never runs out but keeps going in an everlasting flow and constant rebirth. This is the natural cycle, but what are we doing? We’re fouling it! It would have been enough not to poison it with the superficiality and foolishness as we have done. Just 40 years ago the Adriatic was a clean sea, teeming with fish and full of life, and now it’s a sterile place: fishing is regulated by laws, muddy water is kept within the limit of “egulations”. We shouldn’t have come to this, this is not evolution, this is not progress, it’s a mass suicide for evident impersonal interests of our own stock companies. Confusion, political absenteeism. We really do need to swerve rapidly, to do something, but for real and not by obstructing the flowing of water but by stopping pollution instead. As for people, they are capable of adapting to this new way of living, nowadays nobody can remember that we didn’t have a swimming-pool but used to go swimming into the rivers, that the Adriatic sea used to be crystal clear, that we could drink water from a ditch and not from a plastic bottle (this in particular would have been disgusting for us), that we could catch wild, not farmed fish in the sea, rivers and streams. We adapted to this, and we will adapt to even worse events, but will we be able to give up the never-ending pleasure and beauty of water? What is richness if not time, air, earth, water and intelligence?

Maurizio Marcato

SCHEDA TECNICA

NUMERO OPERE

Totale n° opere 16, di cui:

3 opere composte (2 pannelli cad.)


13 opere singole

Dimensioni pannelli:

2 pannelli da 230×150 cm


5 pannelli da 150×150 cm

10 pannelli da 110×150 cm


1 pannello da 100×150 cm

1 pannello da 80×150 cm

Tutte le immagini sono montate su supporti di grandi dimensioni in legno, che raggiungono il peso di circa 25 Kg cad. le più piccole, 30 Kg le quadrate e infine circa 45 Kg le più grandi.

SUPPORTO

Pannelli in legno.

STAMPA

Digitale con copertura in resina d’acqua.

 

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